Scuole riaperte, ma ancora a rischio. Il Comune ignora l’appello alla sicurezza antisismica

La campanella in alcune scuole cittadine è suonata oggi, altre apriranno i battenti mercoledì,  ma non si era parlato di uno screening degli edifici scolastici, per verificarne la sicurezza antisismica? In effetti sì. Era stato l’Ispettorato Provinciale del Lavoro, qualche settimana fa,  a sollevare il problema ed aveva trovato la disponibilità dell’Ordine degli Ingegneri, che avrebbe prestato la propria consulenza in maniera assolutamente volontaria e dunque gratuita.

Ma dal Comune tutto tace. “Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione- afferma il presidente dell’Ordine degli ingegneri Santi trovato, da noi interpellato- ci siamo incontrati con l’Ispettorato del Lavoro, per siglare l’intesa, ma dal Comune non ci hanno fatto sapere nulla e intanto oggi iniziano le lezioni”.

Il monitoraggio dei plessi scolastici si era reso necessario anche alla luce del terremoto che il 24 agosto scorso ha devastato il centro Italia. Sono ancora scolpite nella memoria collettiva, in particolare, le immagini della scuola di Amatrice, letteralmente sbriciolata a causa del sisma.

Senza voler fare allarmismo, non sembra che le scuole messinesi siano nel migliore stato di forma, basti pensare all’Istituto comprensivo Ettore Castronovo di Bordonaro, che nei giorni scorsi  è stato chiuso per le precarie condizioni strutturali dell’edificio e che, secondo un’analisi dell’Ispettorato Provinciale del Lavoro, il plesso, realizzato negli anni ’70, rischierebbe di crollare qualora si verificasse un terremoto.

Sarebbe opportuno pertanto attivare tutte le sinergie necessarie per iniziare il monitoraggio e mettere in sicurezza le scuole che presentano situazioni di rischio non solo per gli alunni, ma anche per il personale che vi presta servizio. Senza il fondamentale via libera del Comune, però, è tutto inutile. “La nostra disponibilità c’è e c’è sempre stata – ha detto Trovato – ma non possiamo agire in modo autonomo, senza un segnale da parte di Palazzo Zanca”.

Tutto fermo, dunque, ma la vita continua e i bambini hanno diritto a frequentare scuole sicure. Sembrerebbe un’ovvietà, ma la scuola di Amatrice sbriciolata dice più di tante parole e il terremoto non avvisa.

Marika Micalizzi

 

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