Risanamento. 30 mila euro per demolire le prime baracche a Messina

Impedire l’occupazione abusiva delle baracche sgomberate negli ultimi mesi. E’ questo l’obiettivo del dipartimento Manutenzione Immobili Comunali di Messina che ha richiesto la disponibilità di una somma di 30 mila euro per demolire e rendere inaccessibili le strutture ormai vuote e la possibilità di avviare una procedura negoziata urgente per aggiudicare i lavori ricorrendo all’Albo delle imprese di fiducia del Comune.

Procede, quindi, il percorso verso il risanamento della città di Messina, iniziato quest’estate e sancito da diverse tappe: dalla costituzione di una Agenzia apposita, all’acquisto, e in generale al censimento e reperimento, di alloggi di edilizia popolare, all’assegnazione delle abitazioni a diversi nuclei familiari coinvolti.

A questo punto, si sottolinea nel documento, è giunto il momento di cominciare a demolire le baracche sgomberate e quelle che saranno svuotate a breve, a Fondo Fucile e a Fondo Saccà, per evitarne l’occupazione abusiva. Per la demolizione occorrono fondi: i 30 mila euro richiesti.

In aggiunta, nel documento si sottolinea la necessità di aggiudicare i lavori tramite procedura negoziata urgente. Si determina, quindi, come si legge nel testo, “di appaltare, con procedura urgente, i Lavori di cui sopra tramite procedura negoziata, […] e di aggiudicare i Lavori col solo prezzo […], invitando 20 ditte iscritte all’Albo delle imprese di fiducia del Comune ed applicando l’esclusione automatica delle offerte eccedenti la soglia di anomalia”.

Quindi, la gara di appalto si farà, ma saranno prese in considerazione in totale 20 ditte iscritte all’Albo delle imprese di fiducia del Comune di Messina.

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