Ricordo di un amico. Un “Maestro”

gino mauro Aurelio Giordano, da oltre un decennio “penna” di Normanno, periodicamente autore di attente riflessioni sulla città, per una volta scrive su Normanno per “uso personale”.
“Caro Direttore

Oggi desidero approfittare della Tua ospitalità, non per farti avere una mia riflessione su qualche tema specifico, tra i tanti, che assillano il nostro territorio, bensì per esprimere un pubblico ringraziamento ad un amico che ci ha lasciati prematuramente, per cui utilizzo la formula della lettera alla redazione.

Come tu ben sai non ho svolto la mia attività nel settore dell’informazione, ma di esso faccio parte da qualche anno quale pubblicista, da quando un “amico” mi spinse a scrivere sull’edizione messinese del quotidiano “La Sicilia”.

Cominciai “come si suol dire” in punta dei piedi, ma mi ritrovai dopo qualche tempo ad avere uno spazio quasi quotidiano per “l’opinione” e a seguire l’attività delle sedi in cui si decidono le sorti della nostra collettività.

L’esperienza professionale e la conoscenza del territorio, mi furono molto utili per svolgere i compiti che all’epoca mi vennero affidati dalla redazione, ma il merito di quanto da me realizzato in campo giornalistico, va tutto ascritto ad una persona che con la Sua “rudezza” mi spronava tutti i giorni, affinché il “pezzo” avesse tutte le caratteristiche necessarie per la migliore comprensione da parte del lettore e rispettasse i fatti nella loro essenza.

Egli si definiva “non messinese”, ma sinceramente devo affermare che non è facile trovare qualcuno che si sia battuto per Messina come Lui; anch’io per nascita non sono messinese, ma pur essendo vissuto sempre qui, spesso ricevevo da lui informazioni ed analisi preziose e puntuali sulla città e la provincia, ma anche su argomenti meno consueti, tanta era la capacità di assimilazione ed il desiderio di conoscenza !

Oggi con molta tristezza, mi ritrovo quindi a fare parte di quel “discreto” numero di persone che con affetto e riconoscenza, lo chiameranno sempre… “Maestro”. Grazie, Gino Mauro. ”

Aurelio Giordano

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