Restoinsicilia, la campagna dei Giovani di Confindustria Sicilia per contrastare la fuga di talenti

video restoinsicilia di confindustria siciliaC’è un tipo di immigrazione che fa meno rumore ed è quella di tanti giovani che ogni anno decidono di lasciare la Sicilia e spesso anche l’Italia per studiare e/o lavorare altrove.

È una vera e propria piaga che impoverisce il territorio di talenti, comprovata dall’elevato numero di messinesi e siciliani presenti nel nord Italia. Adesso i Giovani Imprenditori di Confindustria Sicilia hanno deciso di puntare i riflettori su questo triste fenomeno attraverso la campagna #restoinsicilia.

#restoinsicilia è un hashtag ma soprattutto un video che racconta in pochi minuti la volontà di alcuni ragazzi di rimanere in Sicilia. I motivi sono dei più svariati ma l’intento è comune: la voglia di riscatto sociale ed economico di una regione incapace di trattenere tanti, troppi ragazze e ragazzi. Per il video i Giovani Imprenditori si sono avvalsi della collaborazione degli gli studenti dell’associazione “Vivere Scienze Politiche” dell’Università degli Studi di Palermo.

La campagna #restoinsicilia, spiega Sveva Arcovito, presidente dei Giovani Imprenditori di Sicindustria Messina e vicepresidente vicario dei Giovani Imprenditori di Confindustria Sicilia, «nasce da una consapevolezza: senza i giovani la Sicilia non ha futuro. Eppure gli ultimi dati parlano di un giovane su tre, in età compresa tra i 18 e i 34 anni, che oggi non immagina il proprio futuro sull’isola per motivi prevalentemente legati alle prospettive lavorative e di realizzazione economica, e di un giovane su due che guarda fuori dalla Sicilia per completare il proprio percorso formativo. Noi, Giovani Imprenditori siciliani di Confindustria, vorremmo che queste percentuali venissero ribaltate, ma siamo consapevoli che innanzitutto bisogna rendere attrattiva la nostra regione. Nessun ragazzo ha il piacere di andar via dalla Sicilia, in molti sentono la necessità di farlo, per cercare un futuro altrove».Sveva Arcovito di Sicindustria Messina

L’azione del gruppo guidato da Gero La Rocca non si ferma però alla sola produzione del video. È stato infatti intrapreso un dialogo con il Governo e il Parlamento regionale. L’obiettivo è avviare un percorso di che rende più semplici e accessibili i processi della macchina amministrativa, uno degli elementi che maggiormente scoraggia chi decide di fare impresa in Sicilia.

Il video #restoinsicilia è solo un primo step dell’azione messa in campo dai Giovani Imprenditori che vogliono percorrere la strada del confronto e della proposta.

Nessun ragazzo ha il piacere di andar via dalla Sicilia, in molti sentono la necessità di farlo, per cercare un futuro altrove

La scommessa per chi rimane è riuscire a sfruttare al meglio le caratteristiche peculiari del territorio siciliano. «Sicuramente il paradigma economico è cambiato profondamente negli ultimi decenni. – dice ancora Sveva Arcovito – Adesso non è più pensabile immaginare un mercato chiuso. Le imprese hanno competitor in tutto il mondo. A questo punto, la differenza la fanno le materie prime, le specificità del territorio e il capitale umano. La Sicilia ha caratteristiche uniche al mondo che dobbiamo sapere capitalizzare, trasformando le potenzialità di oggi in opportunità di domani».

Senza i giovani la Sicilia non ha futuro

Inoltre, nella qualità di vicepresidente del gruppo regionale, Arcovito tiene a precisare il ruolo che Confindustria rappresenta sul territorio: un interlocutore qualificato per le Istituzioni. A questo va aggiunta la disponibilità dell’intero gruppo nel mettere a servizio l’esperienza, la progettualità e la voglia di riscatto che certo non manca.

Infine, un’ultima battuta per chi ha già deciso di restare ma purtroppo ha visto il proprio entusiasmo scemare a causa di un contesto poco florido. «Il Gruppo dei Giovani Imprenditori siciliani di Confindustria – conclude Sveva Arcovito – sta lavorando per creare un clima favorevole all’imprenditoria: questo significa anche, tra le altre cose, certezza normativa e la qualità dei servizi essenziali. Solo così sarà possibile perseguire un modello di crescita e di sviluppo competitivo a vantaggio del capitale qualificato rappresentato dai nostri giovani».

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Attualità, Lavoro

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