La Caserma di Bisconte destinata ai migranti. Intanto in cento saranno trasferiti tra Pozzallo e Siracusa

migranti protesta comuneSecondo giorno di protesta a Palazzo Zanca dei 50 migranti che non intendono più tornare nella tendopoli allestita nel campo da baseball all’Annunziata.

La tendopoli potrebbe chiudere quanto prima. Da Roma la notizia che la caserma Masotti a Bisconte dovrebbe ospitare i migranti in transito in città. Il ministero della Difesa ha infatti individuato la struttura militare da mettere a disposizione del Viminale per l’accoglienza degli immigrati.  Intanto è stato deciso che quaranta su duecento andranno allo Spar di Pozzallo e sono proprio quelli che in queste ore stanno manifestando e sessanta a Siracusa. Nelle tende resterebbero un centinaio circa di extracomunitari. Ma secondo l’avvocato Carmen Cordaro dell’Arci Sankara Pozzallo non è la struttura per coloro che richiedono il diritto d’asilo nel nostro territorio.

 Questa mattina, dopo aver trascorso la notte nella struttura Oasi guidata da padre Tonino, gli extracomunitari si sono presentati a Palazzo Zanca. Sono in sciopero della fame da 36 ore circa e hanno bevuto solo del the. Con loro gli attivisti del circolo Arci Sankara e del Pinelli. Gli altri 150 extracomunitari sono rimasti nella tendopoli. Il sindaco Accorinti è in attesa di una risposta dall’Asp per una nuova ispezione nella tendopoli, rimasta allagata dopo la pioggia dei giorni scorsi. Loro, intanto, non intendono risalire all’Annunziata anche se la prefettura ritiene il campo agibile. L’ipotesi è anche quella di dividere in poche strutture gli extracomunitari. 

Questa mattina a Palazzo Zanca c’era pure il deputato nazionale del Movimento Cinquestelle Francesco D’Uva che ieri pomeriggio insieme all’avvocato Carmen Cordaro e al sociologo Pietro Saitta ha effettuato un’ispezione nella tendopoli.

D’Uva segnala che la tendopoli si presenta in condizioni assolutamente non conformi per quello che dovrebbe essere un campo di accoglienza. Benché in presenza di una situazione di temporanea emergenza, sia la legislazione comunitaria, quanto il diritto interno, richiedono espressamente che le più elementari condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza delle strutture ospitanti devono essere necessariamente garantite. L’acqua caduta in questi giorni ha creato una vera e propria zona paludosa all’interno del centro, che deve essere attraversata dai migranti ogniqualvolta questi intendano servirsi dei servizi igienici. Il terreno, chiaramente non adatto a trattenere e assorbire le precipitazioni, ha causato numerosi allagamenti all’interno delle tende, con gravissimi disagi non solamente per la regolare permanenza delle persone presenti, ma per la loro stessa sicurezza, dal momento che i livello dell’acqua raggiunge le stufe di calore utilizzate per il riscaldamento, installate con cavi elettrici a vista.

“La situazione non è ulteriormente sostenibile – afferma il deputato – le condizioni in cui sono costretti a vivere queste persone non è quella che dovrebbe garantire un Centro di accoglienza a norma di legge. Chiedo con forza che le altre istituzioni prendano atto di quanto ho potuto loro riportare grazie a questo sopralluogo. Dobbiamo garantire a queste persone la loro dignità di essere umani, garantendo i più essenziali diritti civili. Spero che il Ministero dell’Interno, di concerto con la Prefettura di Messina, dispongano lo spostamento di queste persone all’interno di strutture idonee, così come più volte sollecitato dalla stessa amministrazione comunale”.

Anche il deputato nazionale del Nuovo Centrodestra, Vincenzo Garofalo, ha richiesto informazioni alla prefettura su quanto sta succedendo.

Saitta: “Abbiamo visto fango, chiara presenza d’acqua nelle tende, cavi elettrici scoperti o appoggiati al terreno, c’è condensa nelle tende, bagni non adeguati, in generale un clima di degenerazione da un punto di vista fisico, le scarpe date sono di tela, magliette e tute sono più adatte alla stagione primaverile, non bisogna essere tecnici per comprendere che la tendopoli non è adatta a ospitare persone”.

 

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