Raffineria di Milazzo, l’Unità di Crisi: “Non ci sono condizioni di pericolo”. Tavolo tecnico del ministro Galletti per gli interventi

incendio raffineria MilazzoOggi si è riunita l’Unità di crisi per il monitoraggio dell’evoluzione del rogo che si è verificato all’interno della Raffineria di Milazzo. L’Unità di Crisi è stata istituita con provvedimento del Prefetto, a seguito di quanto concordato nella riunione in Prefettura il 2 ottobre scorso alla presenza dell’Assessore Regionale Territorio ed Ambiente, della quale fanno parte i Vigili del Fuoco, il Dipartimento Regionale di Protezione Civile, l’A.R.P.A. e l’Azienda Sanitaria Provinciale.

L’Unità di crisi è preposta al monitoraggio dell’evoluzione dell’incidente verificatosi nella notte tra il 26 ed il 27 settembre scorso presso la Raffineria di Milazzo ed alla conseguente attività di comunicazione agli enti interessati.

A conclusione dell’incontro è emerso che l’Arpa sino a questo momento, ha riscontrato valori che rientrano nei limiti dei valori guida sia nazionali che europei e conseguentemente l’Asp ritiene che al momento non ci siano elementi che possano far pensare nell’immediato a condizioni di pericolo per la salute pubblica.

 

 

“Apprezziamo molto il tavolo tecnico che, oggi, il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha convocato per organizzare gli interventi che il governo intraprenderà per monitorare la situazione ambientale a Milazzo e nell’intero comprensorio tirrenico e garantire la sicurezza dei suoi cittadini”: lo dice, in una nota, il presidente nazionale dell’Udc e deputato alla Camera, Gianpiero D’Alia.

 

“L’iniziativa del ministro – aggiunge il deputato centrista – che risponde così a una nostra richiesta, oltre a occuparsi delle conseguenze del grave incendio alla raffineria di Milazzo di qualche giorno fa, servirà anche a fare il punto  sulle condizioni ambientali complessive dell’intera zona”.

 

“Siamo convinti che la stessa attenzione ci sarà da parte del ministro Alfano, che ha convocato per domani un tavolo al Viminale” conclude D’Alia.

 

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