Processo Matassa. Nuove dichiarazioni sulla compravendita di voti: «Senza l’ok di Genovese e Rinaldi non si faceva niente»

Foto di Francantonio GenoveseMessina. Nuove ombre si allungano su Francantonio Genovese, Franco Rinaldi e Paolo David durante il processo Matassa: Angelo Pernicone, durante la giornata di ieri, ha fornito nuove dichiarazioni sulla compravendita di voti, in cambio di buste di spesa, durante le campagne elettorali del 2012 e del 2013.

«Paolo David mi mandava a prendere pacchi della spesa da Paolo Siracusano (uomo molto vicino a Genovese, ndr) che aveva il supermercato sotto casa», questa una delle rivelazioni fornite ieri da Angelo Pernicone facendo seguito alla testimonianza volontaria già fornita dal figlio, Giuseppe, qualche settimana fa.

Pernicone non vuole che lui è il figlio divengano capri espiatori di pratiche che avrebbero, in realtà, portato ben più grandi benefici a personaggi di spicco della politica: «Sono passato come criminale, come se facevo tutto io: ma i voti non erano per me. I voti erano per Paolo David, Francantonio Genovese e Franco Rinaldi. Io non ho mai chiesto soldi, ho detto a David, col quale mi accordavo che l’importante era “se c’è lavoro e me lo puoi dare, perché abbiamo cooperativa, quindi gare d’appalto, ecc.”. Lui (Paolo David, ndr) aveva detto che se c’era bisogno di pacchi della spesa per chi ne aveva bisogno di passare dal patronato».

Secondo le rivelazioni fornite ieri da Angelo Pernicone, comunque, «senza la parola di Genovese e Rinaldi non si faceva niente».

Le dichiarazioni rilasciate dall’uomo si aggiungono al quadro tracciato da Giuseppe Pernicone che, spontaneamente a fine gennaio, aveva dichiarato: «Durante le campagne elettorali del 2012 e del 2013 distribuivo pacchi della spesa per conto di Genovese, Rinaldi e David».

L’opposizione del legale di Paolo Siracusano

Nunzio Rosso, legale difensore di Paolo Siracusano, si è opposto alla testimonianza dei Pernicone sottolineando come queste «intervengono in un momento storico ben preciso» e sono state, molto probabilmente, motivo dell’esclusione di Franco Rinaldi dalle prossime elezioni politiche 2018.

Queste remore non hanno però fermato Salvatore Silvestro, difensore di Angelo e Giuseppe Pernicone, che ha sostenuto la testimonianza rilasciata sottolineando come «le ansie di Genovese e Rinaldi non possano influire sul diritto alla difesa di un imputato».

Angelo e Giuseppe Pernicone sono attualmente in carcere e sono chiamati a rispondere, con rito ordinario, di associazione di tipo mafioso nello stesso procedimento che vede Francantonio Genovese e Franco Rinaldi imputati per corruzione elettorale.

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