Pista ciclabile a Messina. Libero Gioveni ne chiede la rimozione: «Inutile e pericolosa»

Inutile e pericolosa. Così il consigliere comunale Libero Gioveni definisce la pista ciclabile urbana a Messina, riaccendendo i riflettori sulla sua reale utilità e tornando a chiederne la rimozione.

Gioveni interpella l’Amministrazione De Luca per conoscerne la volontà circa il suo mantenimento o meno, chiedendo il ripristino e la messa in sicurezza della parte franata sul litorale nord.

«Pur essendo concettualmente favorevole all’idea di disporre di uno spazio per il percorso delle biciclette (certamente apprezzabile quello di via Consolare Pompea prolungato fino a S. Agata che però urge ripristinare nel tratto franato!!) – afferma Gioveni – insisto nel dire che il percorso ciclabile realizzato più di  5 anni fa oltre che sul corso Cavour, anche in via Cesare Battisti, in via Garibaldi e in via Tommaso Cannizzaro fronte Università, ha deluso le aspettative, se non altro perché pressoché inutilizzato dai cittadini, forse poco avvezzi all’uso della bici in città».

libero gioveni - consigliere comunale - messina«Occorre anche ammettere – spiega il consigliere – che l’anarchia e l’inciviltà che regnano incontraste nelle nostre strade rendono tutta la situazione viaria (ivi compresa quella afferente al percorso ciclabile) davvero ingestibile! Nelle mie richieste passate di eliminare la pista ciclabile urbana, infatti – rimarca Gioveni – ho sempre riportato l’esempio della caotica via Cesare Battisti  nel tratto compreso fra la via Cannizzaro e la via Garibaldi, dove a causa della perenne doppia fila sul lato destro della carreggiata, che mal si coniuga certamente con gli spazi già sottratti al transito delle autovetture dalle previste corsie degli autobus e delle biciclette, si è praticamente trasformata in una strada ad un’unica corsia!

Per non parlare poi del tratto a ridosso dell’Università che è sistematicamente coperto dalle auto in sosta – insiste il consigliere comunale – per cui, così come per la via Cesare Battisti, occorrerebbe per almeno 12 ore giornaliere un presidio fisso di Vigili Urbani, e questo, con le note carenze del Corpo, è praticamente impossibile!

Se poi a tutto questo si aggiungono – conclude Gioveni – i potenziali pericoli che incombono per i ciclisti che transitano senza alcuna protezione proprio a ridosso della corsia dei bus (nonostante tale configurazione viaria sia regolarmente prevista dalle norme), non si può non evidenziare l’inutilità e la pericolosità di questo percorso ciclabile urbano che chiedo, pertanto, al sindaco De Luca e all’assessore alla mobilità Mondello di rimuovere, pianificando invece gli interventi di ripristino e messa in sicurezza del tratto distrutto sulla riviera nord».

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