Ospedale Papardo. E se in piena emergenza restassimo chiusi in ascensore?

ascensore_PapardoE se in piena emergenza restassimo chiusi in ascensore? La domanda è legittima se ci si trova all’ospedale Papardo e se, malauguratamente servisse l’ascensore per una emergenza.

Su tre ascensori, infatti, due non funzionano. Un problema sicuramente serio per i tanti visitatori, per chi si reca in ospedale per una visita, ma un problema che potrebbe assumere connotati molto più drammatici per chi, ricoverato, necessita di un trasporto rapido in reparto o, peggio, in sala operatoria.

Non sono scenari così lontani dalla realtà. Questo denuncia il sindacato Fials Messina che, oggi, ha inviato una nota al direttore generale A.O. Ospedali Riuniti Papardo-Piemonte, Michele Vullo, al Comando Carabinieri Nas, all’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina – U.O.C. Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro, all’Assessore Regionale alla Salute ed al Dipartimento Ispettorato del lavoro Regione Siciliana, per evidenziare i gravissimi disagi ed i rischi per il personale dipendente ed i degenti dovuti ai frequenti guasti tecnici dei pochi ascensori interni funzionanti.

“L’ultimo episodio risale qualche giorno fa – raccontano i sindacalisti -, in cui operatori e degenti, a causa dell’ennesimo guasto tecnico, sono rimasti bloccati all’interno dell’unico ascensore funzionate in utilizzo al solo personale dipendente, causando paure e panico ed anche il malore di una dipendente che, subito dopo essere stata liberata, è stata accompagnata al pronto soccorso per le cure”.

“Il ridotto numero di ascensori funzionanti e il malfunzionamento dei pochi funzionati, situazione che si protrae da molti mesi – continuano -, sta arrecando notevoli disagi al personale ed ai degenti che spesse volte devono affrontare le scale interne (9 piani) per recarsi dai reparti ai servizi di diagnosi per l’effettuazione di esami diagnostici e viceversa, con grandi difficoltà”.

Sono tanti gli aspetti da considerare, tante le conseguenza di questo problema che, per il nosocomio della zona nord di Messina, dura da mesi: “Inoltre, tale situazione, crea ritardi e rischi per via dei rinvii dell’esecuzione degli esami diagnostici ai degenti che necessitano il trasporto in carrozzina o il letto, nonché l’aumento dei costi. La situazione è resa ancor più grave in quanto il medesimo montacarichi nella medesima giornata, viene utilizzato in maniera promiscua per tutte le attività interne. Anche il personale della cucina – spiegano -, per via del guasto tecnico (persistente da circa tre mesi) dell’unico montacarichi da adibire al trasporto dei pasti, lamenta i disagi causati a seguito delle difficoltà a consegnare i pasti nelle unità di degenza nei tempi previsti ed accettabili (i pasti ai reparti arrivano puntualmente in ritardo), in quanto devono utilizzare il montacarichi in comune con le altre unità operative, e anch’esso è frequentemente guasto”.

“La segreteria provinciale – conclude l sindacato Fials Messina – ha chiesto l’intervento urgente da parte delle autorità per verificare le gravità segnalate ed inoltre di attuare gli interventi necessari e risolutivi per il ripristino delle normali attività assistenziali”.

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