Ordinanza Decoro. Nino Principato punta il dito contro Alessandro Russo

Ha destato non poco clamore il gesto del consigliere comunale Alessandro Russo che, improvvisandosi lavavetri per un giorno ha violato per protesta l’ordinanza decoro di Messina. Tra gli ultimi a inserirsi nel dibattito che ha occupato i social negli ultimi giorni, Nino Principato, personaggio noto nell’ambiente culturale cittadino.

Quello che per Alessandro Russo è stato un doveroso atto, plaudito da alcuni, di disobbedienza civile contro una misura, l’ordinanza decoro, reputata ingiusta, non è stato visto allo stesso modo da altri che, invece, lo hanno aspramente criticato. Si colloca in questa fazione Nino Principato che, tramite Facebook indirizza al consigliere comunale una lettera aperta in cui sottolinea come, a suo parere, avrebbe potuto e dovuto agire diversamente per far valere la propria opinione.

«Caro Alessandro Russo – scrive Principato – lei che dovrebbe essere nella sua qualità di consigliere comunale un tutore della legalità, non può violare la legge, giusta o sbagliata che sia. E un’ordinanza sindacale (dovrebbe saperlo) è legge. Se voleva protestare, ed era nel suo diritto farlo, si sedeva su una panchina con accanto i lavavetri, si incatenava e inalberava un cartello con una scritta di dissenso. Quello che inopinatamente ha fatto lei è di una gravità inaudita perché lancia un pericoloso messaggio e cioè che chiunque può trasgredire qualsiasi legge commettendo lo stesso reato che è vietato».

Russo – ricordiamo – ha scelto in sostanza di protestare violando l’ordinanza sindacale, trasformandosi in lavavetri per un giorno al semaforo della statua del Nettuno. Il primo a commentare il suo gesto è stato il Primo Cittadino, che gli aveva “promesso” la multa prevista dalla normativa. Multa che tarda ad arrivare perché, come la Polizia Municipale ha spiegato a Russo, a quanto pare, non è possibile venire sanzionati se non si è colti in flagranza.

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1 Commento

  • mario ha detto:

    oltretutto lancia il pericoloso messaggio, che finchè non si è colti in flagranza di reato, (cioè praticamente quasi sempre) si possono commettere violazioni e reati ,beffando leggi ed ordinanze.Art. 415 del codice penale: istigazione a disobbedire alle leggi.

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