Negozi chiusi in via La Farina, atto d’indirizzo della commissione Commercio

Via La FarinaLa III Commissione consiliare, Pubblica Istruzione – Legalità e Pari Opportunità – Agricoltura e Artigianato – Commercio – SUAP – Attività promozionale prodotti tipici secondo i principi di sostenibilità – Programmazione Fiere e Mercati – GAS (Gruppi Acquisto Solidale) – DES (Distretti di Economia Solidale) – RES (Reti di Economia Solidale), presieduta dalla consigliera Nora Scuderi, si è riunita, in seduta straordinaria lo scorso 29 agosto, ed anche oggi, martedì 2, per discutere dell’art. 11 dell’ordinanza sindacale n. 159 del 25 agosto. Durante la riunione, presenti le varie Associazioni di categoria, Confesercenti, C.N.A., Confartigianato, Confimpresa e Confindustria, è stato deciso di stilare un atto di indirizzo dove sono indicate le motivazioni di ordine politico/giuridico ed economico/finanziario, che inducono alla soppressione dell’art. 11 dell’ordinanza sindacale n. 159 del 25 agosto, prevedendo a sua volta misure alternative e concertate tra le varie parti interessate, nel rispetto delle normative europee, nazionali e regionali in materia di sostenibilità economica e di difesa dei diritti di cittadinanza. L’atto di indirizzo ritiene che l’applicazione dell’art. 11 determina una limitazione della libera impresa e delle attività commerciali, costituendo inoltre un vizio di legittimità ed un danno erariale; che inoltre il suddetto articolo costituirebbe ulteriore elemento di negatività imprenditoriale per il rilancio economico-finanziario degli stessi; che debba essere garantita la libertà dell’iniziativa economica privata nella produzione di beni e servizi, non contrastando l’utilità sociale, né arrecare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana (art. 41 Costituzione); che l’applicazione dell’ordinanza sindacale nella sua interezza, comporterebbe una condizione di iniquità economica e concorrenziale tra gli esercenti di via La Farina ed altri siti in altre zone cittadine; che qualsiasi scelta politica debba prevedere gli effetti prodotti sull’intera collettività; che in seguito alle iniziative legali intraprese da un’Associazione di Categoria (Confcommercio) al fine di rivalersi su eventuali danni economici subiti dai commercianti, determinerebbe un ulteriore aggravio di spese per il Comune di Messina, con inevitabili conseguenze nel già precario budget economico-finanziario dello stesso.

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