È morto Andrea Camilleri. La Sicilia dice addio al papà di Montalbano

Foto di Andrea CamilleriAll’età di  93 anni è morto Andrea Camilleri. Il noto scrittore siciliano, ideatore – fra gli altri – dell’amato personaggio televisivo il commissario Montalbano, era ricoverato già da alcune settimane all’ospedale Santo Spirito di Roma.

Secondo quanto si legge nel bollettino dell’ospedale dove Camilleri era ricoverato, le condizioni di salute dello scrittore si sono notevolmente aggravate negli scorsi giorni, finendo per compromettere le sue funzioni vitali.

L’intellettuale lascia un vuoto nel mondo letterario. Nato nel 1925 a Porto Empedocle, Camilleri era non solo scrittore ma anche registra, drammaturgo e sceneggiatore. Anche se ai più era noto per avere ideato il commissario Montalbano, Andrea Camilleri aveva al suo attivo moltissimi lavori per raccontare la sua Sicilia e, soprattutto, aveva sfruttato la sua forza mediatica per intervenire sul sociale e portare all’attenzione dei suo lettori l’importanza della democrazia, arrivando ad esprimersi in modo duro – anche se sempre con correttezza – contro alcune azioni prima di Berlusconi e, in tempi più recenti, di Salvini.

L’addio di “Montalbano” a Camilleri

A dare il proprio personale “addio” ad Andrea Camilleri, fra i tantissimi, anche l’attore Luca Zingaretti – volto del commissario Montalbano – che in un lungo quanto commosso post su Instagram saluta l’intellettuale siciliano: «E alla fine mi hai spiazzato ancora una volta e ci hai lasciato. [..] Adesso te ne vai e mi lasci con un senso incolmabile di vuoto, ma so che ogni volta che dirò, anche da solo, nella mia testa, “Montalbano sono!” dovunque te ne sia andato sorriderai sornione, magari fumandoti una sigaretta e facendomi l’occhiolino in segno di intesa, come l’ultima volta che ci siamo visti a Siracusa. Addio maestro e amico, la terra ti sia lieve! Tuo Luca»

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E alla fine mi hai spiazzato ancora una volta e ci hai lasciato. Nonostante le notizie sempre più tragiche, ho sperato fino all’ultimo che aprissi gli occhi e ci apostrofassi con una delle tue frasi, tutte da ascoltare, tutte da conservare. E invece è arrivato il momento di ricordare. Di cercare le parole per spiegare chi sarà per sempre per me Andrea Camilleri. Un Maestro prima di tutto, un uomo fedele al suo pensiero sempre leale, sempre dalla parte della verita' che ha raccontato tutti noi e il nostro paese. Mancherai. È inevitabile, è doveroso. Per la tua statura artistica, culturale, intellettuale e soprattutto umana. Le tue parole resteranno sempre con la stessa semplicità e con l'immensa generosità e saggezza con cui le hai condivise, da mente libera e superba quale sei. Ma soprattutto mancherai a me perché in tutti questi anni meravigliosi in cui ho incrociato la mia vita con quella del commissario, mi sei stato amico. Ho avuto la strana sensazione che bastasse un tuo tratto di penna a cambiare la mia vita. Ho vissuto accanto a te, nel tuo mondo, quello che avevi creato, quello che ti apparteneva perché uno scrittore non può che riportare se stesso nelle cose che scrive. E ho imparato tantissimo. Il rispetto per le persone, tutte, per se stessi, e per le persone deboli. Perchè il tuo commissario è così che la pensa. A volerti bene no. Quello già sapevo farlo dai tempi dell’accademia, quando non ci trattavi da allievi, ma piuttosto da colleghi. Ho imparato che il valore delle persone non c’entra nulla con quello che guadagnano, con le posizioni che ricoprono, con i titoli che adornano il loro cognome: le persone si valutano per quello che sono. Adesso te ne vai e mi lasci con un senso incolmabile di vuoto, ma so che ogni volta che dirò, anche da solo, nella mia testa, “Montalbano sono!” dovunque te ne sia andato sorriderai sornione, magari fumandoti una sigaretta e facendomi l’occhiolino in segno di intesa, come l’ultima volta che ci siamo visti a Siracusa. Addio maestro e amico, la terra ti sia lieve! Tuo Luca

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Il saluto del Presidente Nello Musumeci

A ricordare il noto autore e il grande patrimonio culturale che lascia in eredità agli italiani, è anche il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

«Con Andrea Camilleri – dice Musumeci – scompare uno dei migliori interpreti della cultura siciliana nel mondo. Scrittore sanguigno e prolifico, con i suoi romanzi ha regalato alla nostra Isola il più efficace spot turistico, promuovendone l’immagine in Italia e all’estero. Il maestro Camilleri è stato fra i più autorevoli protagonisti del Novecento italiano, l’ultimo testimone diretto di quella classe intellettuale di siciliani che, da Luigi Pirandello a Leonardo Sciascia, passando per Gesualdo Bufalino, ha consegnato le pagine migliori della nostra letteratura. A nome del governo regionale, e interprete del sentimento dell’intera comunità, esprimo alla famiglia Camilleri il più vivo cordoglio».

Nato a Porto Empedocle (Agrigento) il 6 settembre 1925, Andrea Camilleri per gran parte della sua vita vive a Roma dove intraprende una carriera brillante come come regista, autore teatrale, speaker radiofonico, personaggio mediatico e scrittore. Sin dai primi progetti in Rai, nel 1959 come delegato alla produzione, Camilleri riscontra grande successo e gradimento, raggiungendo – in oltre 60 anni di carriera – quel successo mediatico che ha legato per sempre il suo nome ad alcune delle più note produzioni della TV italiana.

Camilleri esordisce nella narrativa nel 1978, un percorso che dopo alcune pubblicazioni interrompe per quasi 12 anni. Il primo romanzo con protagonista il commissario Montalbano risale al 1994 (La forma dell’acqua, edito da Sellerio).

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