Mobilità. Ecco com’è cambiata Messina dal 2013 a oggi

Foto autobus nuovi ATM Messina - MunicipioMessina. A un paio di mesi dalla fine della legislatura, l’assessore alla Mobilità Gaetano Cacciola fa il punto sull’attuale situazione dei trasporti nella città dello Stretto, evidenziando i cambiamenti messi in atto nel corso degli ultimi cinque anni, le iniziative portate a compimento e quelle appena avviate.

Punto di partenza dell’analisi presentata ieri in Commissione non poteva che essere l’ATM, l’Azienda Trasporti di Messina, al cui interno dal 2013 è stata portata avanti una significativa opera di riorganizzazione e implementazione dell’offerta. Se a inizio mandato, infatti, i mezzi a disposizione della partecipata erano solamente 15, ad oggi si possono contare ben 85 autobus, di cui 60 in linea e 55 Euro 6 (classificazione facente riferimento alla normativa europea, ndr).

Da qualche tempo, inoltre, è stato implementato il servizio di trasporti per le ore notturne, in particolare tramite BusForMe, che copre il tragitto dal parcheggio Cavallotti all’Istituto Marino, ed è utilizzato soprattutto in estate dai giovani che frequentano i lidi della litoranea e della zona Nord della città.

tram2In aggiunta, sugli 8 tram a disposizione della città è possibile fare il biglietto attraverso una macchinetta automatica oppure utilizzando le app MyCicero  e MyATM. Una serie di servizi, insomma, che sembrerebbero aver giovato alle casse dell’Azienda e alle necessità dei cittadini, e che hanno portato a un incremento del numero di passeggeri – tra autobus e tram – del 210%.  Inoltre, è diminuito il numero delle persone che viaggiano senza timbrare il proprio ticket o sprovvisti di abbonamento: le percentuali di “portoghesismo” sono calate dall’80-90% del 2013 al 20-30% del 2017. Di converso, infatti, si registra un aumento degli introiti provenienti dagli abbonamenti (+86%) e dai biglietti venduti (+59%).

Ulteriori motivi di vanto sono rappresentati dall’aumento dei parcheggi a disposizione degli automobilisti e dall’installazione di nuovi sistemi di moderazione del traffico, dai semafori a chiamata lungo il viale della Libertà ai nuovi attraversamenti pedonali rialzati posizionati in via Garibaldi. Per quel che riguarda i parcheggi, si segnalano, a titolo esemplificativo, la riqualificazione del parcheggio La Farina (il “fosso”) che, nonostante qualche inciampo iniziale, può contare su due piani e circa 200 posti disponibili; e l’istituzione del parcheggio Torri Morandi, a Capo Peloro.

Un quadro meno positivo è offerto, invece, dalla situazione delle piste ciclabili e delle isole pedonali. Da un lato, infatti, le piste ciclabili sono aumentate, ma sono viste come poco funzionali e spesso vengono invase dalle autovetture; dall’altro, le isole pedonali attualmente presenti in città, come quella di piazza Duomo sembrano non aver attirato particolari consensi da parte dei cittadini. Altro discorso va fatto per le aree pedonali temporanee, come quella di via dei Mille, che da anni ormai è oggetto di lunghe e, sembrerebbe, insuperabili polemiche.

Tra i progetti appena avviati e quelli in cantiere, figurano, infine: il primo servizio cittadino di car sharing, approvato lo scorso 14 aprile; l’arrivo, previsto per il prossimo ottobre della nuova linea di autobus elettrici, presentata nel corso di un workshop tenutosi il 18 aprile; la realizzazione del parcheggio nella zona dell’ex Gasometro; e il progetto di trasformare la stazione centrale in un centro di trasporto intermodale.

In sostanza, si tratta di tutta una serie di iniziative e interventi mirati a rendere la città di Messina più sostenibile e a favorire l’uso del mezzo pubblico a scapito di quello privato. Risultato che, almeno in parte, sembrerebbe essere stato raggiunto, sebbene le difficoltà continuino a esserci.

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1 Commento

  • Alfredo scrive:

    Che bellezza! Quando i mezzi erano solamente 15 la Panoramica era servita da un mezzo ogni ora e oggi, “che si possono contare ben 85 autobus, di cui 60 in linea e 55 Euro 6” il bus passa ogni ora quando va bene.
    Quanto ai nuovi attraversamenti pedonali rialzati, quelli posizionati ai semafori rappresentano una inutile, stupida, dispendiosa e inquinante vessazione per gli automobilisti costretti a rallentare quasi fermandosi quando il semaforo è verde e i pedoni non possono attraversare.

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