Il Ministero dice SI: al via la rivoluzione del tram a Messina

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha detto si: la riqualificazione del tram a Messina può partire. Ad affermarlo è il sindaco Cateno De Luca che annuncia l’arrivo di un progetto da 100 milioni di euro per apportare cambiamenti importanti alla linea tranviaria della città. Sei, in particolare, gli obiettivi principali da raggiungere:

  1. Liberare la cortina del porto dalla linea tranviaria;
  2. Eliminare le attuali barriere che hanno squartato la città;
  3. Ripristinare i sottoservizi e la raccolta acque piovane;
  4. Prolungare la tratta fino all’Annunziata a servizio della cittadella universitaria;
  5. Riqualificare le attuali carrozze aumentandone il numero in funzione;
  6. Collaudare tutta la tratta non essendo stata collaudata gran parte dell’attuale linea tranviaria;

Sei punti importanti che rappresentano un’unica necessità: migliorare il servizio di trasporto pubblico offerto alla città di Messina.

Il tram, ormai lo sanno tutti, non è mai andato giù al sindaco De Luca che ne ha fatto una battaglia quasi personale, sin dai tempi della campagna elettorale (come dimenticare il tram volante). Ma dato che l’eliminazione della linea tranviaria non è un progetto fattibile, il sindaco “si accontenta” di apportare delle modifiche che lo rendano almeno più funzionale.

«Il Ministero delle Infrastrutture non finanzia più soluzioni alternative all’attuale tram fino a quando non si completerà l’ammortamento minimo che è 30 anni – spiega Cateno De Luca. Tra 15 anni si potranno ottenere finanziamenti per attuare strategie alternative».

Quindici anni non sono certo pochi ma questa prima rivoluzione del tram a Messina, seppur circoscritta, rappresenta per il primo cittadino un’accettabile soluzione tampone. «Visto che per altri 15 anni dobbiamo piangerci il tram almeno piangiamo con un occhio solo», conclude il primo cittadino.

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3 Commenti

  • ZANCLON ha detto:

    il tram, se opportunamente esteso, in direzione Nord e Sud, … potrebbe dare un grande aiuto al traffico della città. Percui, ben venga anche questo passo iniziale verso l’Annunziata.

    MA SOPRATTUTTO, FINIAMOLA CON LE POZZE D’ACQUA SEMPRE NEGLI STESSI PUNTI DEL PERCORSO, AD OGNI TEMPORALE !!! NON SE NE PUO’ PIU’

  • Valentino Tosatti ha detto:

    “Visto che per altri 15 anni dovremo piangerci il tram, almeno piangiamo con un occhio solo”. Solo un tizio come de luca (minuscolo per disprezzo) poteva partorire un pensiero simile, mentre in tutta l’ Europa (anzi, in tutto il mondo) i Comuni fanno a gara per ripristinare i tram.
    Una sola cosa in questa notizia è importante: essa dimostra la verità di quel che avevo sempre segnalato ai vari comitati più o meno attivi di sostegno al tram. Cioè che non è affatto vero che un’infrastruttura del genere (oltretutto finanziata con fondi europei) sia rimessa al capriccio dell’amministrazione locale di turno. Il suo eventuale smantellamento e/o sostituzione con opera diversa (ad es. la fuffovia aerea “sostenibile e poco impattante”, di cui tanto si è parlato a vanvera) sono invece sottoposti a controllo e autorizzazione del Ministero Infrastrutture (dove evidentemente c’è ancora qualcuno che prova a ragionare), della Regione, ecc. E non dimentichiamoci mai che qualsiasi autorizzazione o provvedimento che non abbia forza di legge può essere impugnata davanti ai TAR.

  • Valentino Tosatti ha detto:

    “VISTO CHE PER ALTRI 15 ANNI DOVREMO PIANGERCI IL TRAM ALMENO CERCHIAMO DI PIANGERE DA UN OCCHIO SOLO”. Dove altro, se non a Messina, si potrebbe ascoltare un commento simile??
    Frescacce ( e “fuffovie aeree”) a parte, la buona notizia è importante soprattutto perchè conferma quanto già mi ero preoccupato di segnalare ai vari e più o meno attivi comitati in difesa del tram. Non è affatto vero che un’infrastruttura del genere – oltretutto finanziata calla U.E. – sia una cosetta di interesse locale che può essere smantellata a capocchia dell’ultimo sindaco arrivato. Qualsiasi soppressione, modifica o rifacimento deve invece essere autorizzata dal Ministero Infrastrutture (dove evidentemente c’è ancora qualcuno che ragiona e resiste agli slogans del momento!), E non dimentichiamoci che qualsiasi atto, autorizzazione, ecc. che non abbia la forza di legge può comunque essere impugnata davanti al TAR!

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