Metti su cartellone una donna, un materasso, una frase maliziosa, ed è fatta: pubblicità sicura

cartellone gittoC’è la pubblicità evidente, fatta di slogan, immagini, video, suoni, colori. Poi c’è quella d’effetto, dirompente, che ti entra nelle case, nella testa; un messaggio martellante, quasi una droga ( vedi quella della Tim, che tra sgambettamenti e musica, fai tua al punto tale che, anche se sei cliente Vodafone, Wind o 3, lo rinneghi e dici che sei Tim per tutta la vita.

Infine c’è la pubblicità di ritorno, che a chi la fa non arriva direttamente dal messaggio che lancia ma dalle critiche che piovono addosso. E’ quella ideata da un commerciante messinese, vende materassi, cuscini, biancheria da camera e da letto. A lui è bastato un solo cartellone, posto all’ingresso a sud della città,  Messina Gazzi, e 4 manifesti spartitraffico su viale Garibaldi, per dare al prodotto che reclamizza, un materasso, una visibilità che, avesse tappezzato la Madonnina sullo Stretto, la facciata del Duomo, di Palazzo Zanca, di Tribunale e Università con quell’immagine, non avrebbe ottenuto tanto clamore.

Già, perchè ‘Cambiamo Messina dal Basso’ è intervenuto a gamba tesa sul messaggio lanciato da quella pubblicità di materassi. Ecco cosa scrive il movimento cittadino in un comunicato: “Su viale Gazzi, accanto al conservatorio Corelli e l’ISS Minutoli, è spuntato un cartellone lesivo della dignità della donna, considerando che il Comune di Messina ha approvato la delibera n.818 del 21 ottobre 2014 “ Adesione alla campagna nazionale UDI (Unione Donne In Italia) nel dichiarare il comune di Messina ‘città libera dalle pubblicità lesive della dignità della donna’, se ne chiede l’immediata rimozione.”

Il cartellone è quello che vedete nella foto che accompagna l’articolo, inviato a corredo del comunicato da CMdB, alla stampa cittadina e all’assessore ai Servizi Sociali, Nina Santisi, che subito ha accolto la richiesta, facendo proprie le motivazioni a supporto, e ha detto: “Inviterò personalmente l’operatore commerciale a rimuovere immediatamente quelle immagini, informandone le associazioni di categoria.”

Ma l’operatore commerciale cos’ha da dire nel merito di questa mini-campagna pubblicitaria tanto osteggiata? “ Innanzitutto mi scuso con il mondo femminile al quale,  francamente, non avevo pensato di fare un torto. Come noto, il messaggio pubblicitario deve colpire l’utenza cui è destinato. Nel mio, appare ovvio, non è certo l’immagine ad avere creato scompiglio ( una donna che indossa un body e non mostra altro se non le gambe è immagine comune, spesso trasmessa anche nelle pubblicità televisive) ma la frase che l’accompagna.  Ammetto la malizia del doppiosenso e, dunque, me ne scuso. Solo mi chiedo quanto clamore avrebbe suscitato se, al posto di una donna, ci fosse stato un uomo, con identico slogan. Immagino che sarebbe rimasto un innocuo cartellone pubblicitario. Evidentemente, nonostante si parli tanto di parità tra i sessi, siamo ancora ben lontani dall’averla raggiunta.”

IL commerciante  non dice se rimuoverà quell’unico cartellone e quei manifesti spartitraffico, ovvio che dovrà farlo se il Comune glielo impone. Ma del resto, che gl’importa? Di pubblicità di ritorno ne ha avuta, eccome.

Patrizia Vita

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4 Comments

  • IMP scrive:

    Non credo che quel tipo di pubblicità si lesivo di alcunché. Probabilmente la giunta comunale proporrà anche la gonna sotto il ginocchio ed il divieto del bacio in pubblico. Si cavalca l’onda dell’effetto mediatico… e non mi riferisco al commerciante

  • Ivan Scalia scrive:

    Non credo che ci sià niente di offensivo. Trattasi di una pubblicità molto intelligente. Complimenti….! Finalmente una buona pubblicità. Penso che è importante parlarne….in positivo o in negativo …comunque ha avuto il suo risultao.

  • Non importa. Combattere tutte le pubblicità sessiste contribuisce a farne diminuire il numero e a fare avvicinare l’Italia a paesi più evoluti dove quest’immagine non varcherebbe la porta dello studio di chi l’ha pensata. Se nel farlo questa ditta viene conosciuta di più, pazienza, anche perché la pubblicità negativa non paga, e la sensibilità in questo campo è cambiata e sta cambiando. Comuni, sindaci, associazioni, articoli di giornale critici, pubblicitari contrari al sessismo, il panorama è vario. Riguardo al commento qua sopra, capisco che sia molto più facile distinguere tra liberali e bacchettoni che tra chi ci tiene alla dignità della donna e a chi non importa che sia sempre ridotta a oggetto di sollecitazione sessuale che serve ad attirare l’attenzione sul prodotto o sul servizio che si vuole vendere, ma cercate di fare uno sforzo e ci arriverete anche voi.

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