Metromare: stop ai pendolari nei weekend. Ma c’è una legge…

aliscafo metromareIl servizio di traghettamento Reggio Calabria-Messina ha rischiato, e rischia ancora, di andare al collasso, mentre su quello dei collegamenti tra il porto messinese e l’aeroporto dello Stretto da tempo è stata posta una grossa pietra tombale.

Ricordo come se fosse ieri l’entusiasmo dell’allora Presidente della provincia di Messina, Nanni Ricevuto, che in una conferenza stampa che sembrava a tutti “salvifica”, annunciava la costituzione del consorzio Metromare, che avrebbe garantito il collegamento veloce con l’aeroporto Tito Minniti.

In quell’occasione la Provincia di Messina rientrava dopo anni di assenza nel Consiglio di Amministrazione della So.ga.s, società che gestisce l’aeroporto. Come sappiamo, il tutto si concluse in un nulla di fatto con la soppressione del servizio. Stamani l’equipaggio ricordava che tempo addietro anche l’on. Casini, di ritorno dalle Isole Eolie, chiese notizie sull’allora Metromare e provocatoriamente tutti gli risposero: “Onorevole, vada in biglietteria e chieda di essere portato all’aeroporto di Reggio Calabria”. Il leader dell’Udc, incassò la provocazione e promise: “Mi farò carico di parlare col Ministro”. A questo punto la domanda è più che legittima: cosa si saranno mai detti se siamo ancora in queste condizioni? 

Eppure, secondo i ben informati, un’escamotage per recuperare le corse dei week-end al momento sospese, si potrebbe trovare. Il Ministero potrebbe ripristinare proprio quel servizio di traghettamento verso l’aeroporto dello Stretto che tanto aveva fatto sognare Messina, città senza strutture aeroportuali. Così facendo, l’armatore potrebbe utilizzare questi nuovi fondi che arriverebbero sfruttando questo diverso canale, per garantire anche le corse del fine settimana.

Anzi, il Ministro Lupi, come promesso nell’aprile scorso, dovrebbe adoperarsi per sfruttare al meglio le norme della Legge 27.12.2013 n° 147, la cosiddetta legge di stabilità 2014, che prevedono lo stanziamento di fondi per i servizi di trasporto. Oggi gli aliscafi viaggiano ancora solo per una serie di proroghe che procrastinano, con un sistema al limite della legalità, la decisione di appaltare nuovamente il servizio.  Ho anch’io, come i tanti pendolari, tremato alla notizia della soppressione del servizio; anch’io come loro mi sono adirata contro questa politica fatta di gente mediocre che crede di poter spazzare sotto lo zerbino i problemi della gente che sono, invece, chiamati a risolvere.
Gli aliscafi viaggiano ancora, ma con quale sacrificio! La compagnia Ustica Lines ha firmato l’ennesimo accordo per prorogare il servizio, ma stavolta qualcosa è cambiato: il sabato e la domenica non si farà spola. Lo Stretto sarà paralizzato, almeno per quanto riguarda la città di Reggio Calabria, dalla quale non partono più nemmeno le navi.

Oggi in porto i passeggeri continuavano a lamentarsi di questa stasi, e uno dei membri dell’equipaggio, uno dei tanti che rischierebbero il posto di lavoro a servizio sospeso, ha lasciato intendere che la scelta dell’armatore di non viaggiare nel week-end è stata quasi obbligata. Infatti, la nuova proroga avrebbe previsto un finanziamento inferiore rispetto al passato. Ogni corsa costa alla compagnia ingenti somme che nei giorni festivi non riescono ad essere coperte dalla vendita dei biglietti.
L’onorevole Gianpiero D’Alia ha presentato un’interpellanza per chiedere al Ministero di intervenire per fare in modo che gli aliscafi viaggino a pieno regime anche di sabato e domenica. Oggi la notizia è stata commentata dai pendolari come intempestiva e quasi inutile. “Prima si doveva intervenire- dicono – ma in modo definitivo. Ora cosa pensano di fare: aspettare il 31 dicembre per dirci nuovamente “da domani non si viaggia più, la proroga e scaduta e nessuna istituzione si è fatta viva?”. “È assurdo, parliamo di un servizio indispensabile”.

 

Giovanna Legato

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