Messinambiente. Come saranno trasferiti i lavoratori nella nuova Messina Servizi Bene Comune?

messinambienteÈ arrivata per questa mattina la convocazione della Direzione Territoriale del Lavoro in merito alle disposizioni regionali che riguardano il passaggio del personale di Messinambiente e Ato3 alla nuova società Messina Servizi Bene Comune.

L’ingegnere Sciacca, dirigente dell’Ufficio Provinciale del Lavoro, incontrerà i sindacati e l’amministrazione per affrontare la vicenda e quindi risolvere, una volta per tutte, il nodo dei dipendenti delle due partecipate in via di chiusura. La querelle di questi ultimi giorni ruota attorno all’incertezza del passaggio dei lavoratori tra le società: secondo la CGIL e la Cisl questo dovrebbe avvenire con l’applicazione dell’art. 6 del Contratto Nazionale del Lavoro, mentre secondo la UIL e l’ingegnere Sciacca potrebbe essere fatto semplicemente con il passaggio alla SRR, tramite la legge 9 della Regione Sicilia. Questa infatti prevederebbe che siano proprio le SRR a decidere come gestire il servizio e a chi affidarlo.

«L’unico nostro obiettivo – spiega la Uiltrasporti – resta la tutela dei lavoratori, che in ogni caso transiteranno in un’azienda interamente pubblica, ma nel contesto di regole molto complesso in cui la Messina Servizi sta nascendo occorre avere massima trasparenza a garanzia anche futura proprio a difesa dei dipendenti di Ato3 e Messinambiente. Pertanto è necessario che il percorso per il transito dei lavoratori, qualunque esso sia, venga condiviso da tutti gli attori istituzionali e sindacali facendo chiarezza del quadro normativo di riferimento».

Sulla vicenda interviene anche la Cisl affermando che: «Sarebbe opportuno già dall’incontro di oggi volgere l’attenzione alla decisione del Tribunale Fallimentare del 15 Settembre, ragionando sulla più infausta, il fallimento di Messinambiente senza un periodo di esercizio provvisorio, per porre subito in essere tutti gli atti necessari ad evitare il rischio di un caos generalizzato con interruzione del servizio e consequenziale difficoltà sul mantenimento dei livelli occupazionali».

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