Messinambiente, Ciacci verso il rinnovo. Burrascano e Santalco vogliono vederci chiaro

ciacci ialacqua accorintiDal consiglio comunale tornano ad accendere le luci sulla Messinambiente e il commissario Alessio Ciacci. All’Esperto venuto dalla Toscana scadrà il contratto il 19 settembre. Il consigliere del Megafono, Angelo Burrascano, ha scritto un’interrogazione al sindaco Accorinti che ha inviato per conoscenza anche alla procura della Corte dei Conti. Secondo Burrascano l’acquisto dei nuovi mezzi per circa 400mila euro che sarebbero provenienti da Lucca, città natale di Ciacci, avanza seri dubbi sulla trasparenza e correttezza dell’operato. “Ritengo – scrive Burrascano – che a Ciacci siano consentiti esclusivamente gli atti strumentali alla conservazione del patrimonio e alle necessità inerenti alla liquidazione e non atti, come la duplicazione di voci di spesa per acquisti non sostenibili dall’azienda, tali da peggiorare il raggiungimento dell’obiettivo strategico del risanamento delle posizioni debitorie e della conseguente tranquillità finanziaria”. Ciacci è stato nominato commissario liquidatore della Messinambiente il 19 marzo scorso dal sindaco Renato Accorinti e pare che nonostante alcuni frizioni che sarà riconfermato alla guida dell’ente di via Dogali. L’esponente del Megafono vuol sapere se il commissario abbia agito all’interno o meno del mandato da commissario liquidatore. Il capogruppo della lista “Felice per Messina” Giuseppe Santalco, invece, segnala mancanza di trasparenza alla Messinambiente. I commi 1, 2 e 3 dell’art. 22 del decreto legislativo 14 marzo 2013 n. 33 impongono agli enti pubblici vigilati una serie di prescrizioni su pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni. L’art. 22 punto 2 relativamente alle amministrazioni previste prevede i dati che devono essere necessariamente pubblicati. Secondo Santalco a tutt’oggi, nonostante le disposizioni impartite dal Dipartimento Aziende Partecipate del Comune, Messinambiente sembra non aver adempiuto agli obblighi previsti dalla normativa in come si evince dal prospetto che ha allegato e che fotografa la situazione del sito istituzionale dell’ente. Per Santalco la Messinambiente non sta pubblicando sul sito istituzionali tutte quelle informazioni che obbligatoriamente devono essere pubblicate e per questo passibile di sanzioni finanziarie.

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