Messina. Villetta Quasimodo chiusa: una catena che dimostra il malcontento e la necessità di cambiamento

Foto del catenaccio che sbarra l'ingresso alla Villetta Quasimodo - MessinaMessina. Una protesta simbolica, silente ma, decisamente, eclatante: la Villetta Quasimodo, pressi Stazione Centrale, chiusa con un catenaccio.

Un gesto portato avanti, nella notte fra domenica e lunedì, da un gruppo di cittadini stanchi e, probabilmente, anche fomentanti dall’ondata di malcontento e senso di frustrazione che viene dai social e dal web.

Non c’è spazio per i dubbi: il documento affisso sul cancello è firmato “Comunità Militante Messina” ed è accompagnato da un sigillo che blocca l’accesso allo spazio verde pubblico.

Il motivo della protesta? Da tempo un gruppo di extracomunitari bivacca, giornalmente, sulle panchine e sui giochi, creando il malcontento dei cittadini che si recano in questo luogo, trovando l’arredo completamente inaccessibile, soprattutto ai bambini.

Sulle grate del cancello una breve spiegazione dei motivi del gesto:

“Noi cittadini messinesi, vista l’impossibilità di poter utilizzare questo spazio pubblico, data l’inaccessibilità causata dalla sporcizia e dal bivaccamento di sedicenti profughi, che hanno deciso di rifugiarsi proprio dove le famiglie dovrebbero portare i bambini a giocare, abbiamo deciso di sigillare simbolicamente la villetta Quasimodo, stufi di dover pagare pulizia e manutenzione extra, per poi vederla cadere nel degrado, senza poterla utilizzare“.

Tutto è tornato rapidamente alla normalità. Sono, infatti, subito intervenuti gli agenti delle Polizia Municipale e i Vigili del Fuoco per spezzare la catena e ripristinare l’accessibilità dello spazio verde pubblico.

Deciso l’intervento dell’assessore all’Ambiente, Daniele Ialacqua, che condanna il gesto: «È stato bloccato il libero accesso ad un luogo pubblico: dal manifesto traspare una protesta intollerante, segno di un preoccupante clima razzista che serpeggia in città e sui social nei confronti di migranti. Chiedo alle autorità competenti di accertare gli autori del grave gesto e di assumere i conseguenti provvedimenti. L’Amministrazione comunale, dal canto suo, ha in programma una serie di iniziative al fine di consentire un utilizzo il più ampio possibile della villetta Quasimodo e di altri spazi cittadini, favorendo progetti di integrazione e interculturalità».

Progetti e prospettive sicuramente interessanti in una Messina che, però, sembra essere sempre più intollerante e stanca. L’augurio è che gli spazi verdi della città dello Stretto vengano non solo restituiti, una volta e per tutte, alla cittadinanza ma che, sopratutto, siano manutenuti con assiduità.

 

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