Messina. “Liberate” 4 stanze del Palacultura: saranno a disposizione dei cittadini

Palacultura messina3Da qualche ora la città di Messina ha a disposizione 4 nuovi spazi da dedicare alla cultura. Si tratta di quattro stanze del Palacultura rese fruibili a titolo gratuito, “liberate”, secondo i principi dell’uso condiviso dei beni. A comunicarlo è l’assessore alla Cultura Federico Alagna.

«In questi pochi mesi ho cercato di mettere al centro della mia attività un investimento per l’apertura e la valorizzazione degli spazi, ponendo particolare attenzione proprio al Palazzo della Cultura – ha commentato Alagna. Abbiamo finanziato e avviato i lavori di ristrutturazione dell’Arena Cicciò; abbiamo intrapreso le prime azioni per la valorizzazione della Biblioteca “T. Cannizzaro” e della GAMM (Galleria d’arte moderna di Messina); abbiamo migliorato, attraverso una pagina web dedicata, la comunicazione e il servizio al cittadino per una gestione più chiara e facilmente accessibile degli spazi culturali».

Proprio all’interno di questo progetto di recupero delle aree cittadine da riservare all’arte e alla cultura si colloca quella che l’Assessore ha definito “Operazione Palacultura”, che ha portato alla riapertura di alcune stanze, prima destinate a uffici. Adesso, a 9 anni dalla nascita della struttura, grazie alla Determina dirigenziale firmata nella giornata di ieri, questi spazi saranno aperti a tutte le realtà culturali e associative che, indipendentemente dalla loro forma giuridica li potranno utilizzare a titolo gratuito.

«Due delle stanze, denominate “Spazi…” e “…liberi” – ha spiegato Federico Alagna – potranno essere prenotate in maniera semplice e immediata per lo svolgimento di varie attività, mentre le altre due saranno il cuore pulsante di “ARCO – Centro di competenza per l’arte e l’architettura contemporanea” e saranno a disposizione di tutte quelle realtà culturali cittadine che vorranno rispondere alla manifestazione di interesse inclusa nella Determina ed essere, quindi, inserite nella long list di partner del Comune per la realizzazione di progetti inerenti le arti visive, performative e applicate».

«Il dato da sottolineare, però, è tutto politico e riguarda la visione di città – ha concluso l’Assessore alla Cultura. Riguarda il rapporto tra “palazzo” e territorio, riguarda la determinazione che ci ha consentito di portare a compimento un percorso tortuoso e non facile, durato mesi e mesi, ma al quale tenevo davvero tanto».

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