Messina. Il bando per il posto da Direttore Generale dell’ATM non convince

Foto dei bus atmPubblicato il bando per il posto di Direttore Generale dell’ATM, OrSA Sicilia non nasconde le proprie perplessità sulle procedure di selezione e, anzi, attacca duramente l’Amministrazione Accorinti che accusa di aver creato all’interno dell’Azienda un “cerchio magico”, una “élite che passa da un incarico all’’altro con un sistema discutibile”.

Oggetto dello scontro è il bando stesso, con riferimento ai requisiti di accesso previsti per l’affidamento della carica. Il candidato ideale al ruolo di Direttore Generale dovrebbe, secondo quanto riportato dall’Organizzazione Sindacati Autonomi e di Base sulla base del documento: “avere prestato attività per almeno 5 anni, in qualità di Direttore Generale o di Dirigente in Aziende o Società di servizi pubblici di dimensioni pari ad almeno 400 dipendenti, di cui almeno 2 anni nell’ultimo quinquennio 2013-2017 in Aziende di Trasporto Pubblico Locale sempre di dimensioni pari ad almeno 400 dipendenti”.

In sostanza, afferma il sindacato: «Si cerca un dirigente che fra il 2013 e il 2017 abbia ricoperto l’’incarico, per almeno 2 anni, di Direttore o Dirigente in un’’azienda pubblica con caratteristiche coincidenti a quelle dell’’ATM. Statisticamente, quanti possono avere tale requisito?».

E, stando a quanto riportato dall’organizzazione sindacale le candidature all’incarico di Direttore Generale, al momento, sarebbero solo due: «Ma non poteva essere altrimenti – aggiunge l’OrSA – visti i requisiti estremamente selettivi voluti dalla Giunta Accorinti».

Ma i dubbi espressi dal sindacato non riguardano solo il bando in questione, quanto l’intera politica di assunzione dell’Azienda: «Giovanni Foti ha ricoperto l’’incarico di Direttore Generale per nomina diretta, senza misurarsi nel concorso previsto dalla normativa, per poi approdare alla presidenza del Consiglio di Amministrazione. Dopo questo, abbiamo assistito al secondo schiaffo allo statuto aziendale con la nomina del nuovo Direttore Generale Daniele De Almagro, che avrebbe potuto mantenere l’’incarico transitorio solo per trenta giorni, come denunciato da alcuni consiglieri comunali che non hanno ricevuto alcuna risposta dall’’assessore competente».

«Alla luce dei fatti – aggiunge OrSA – o si trova un soggetto esterno che, per mera casualità, è nelle condizioni richieste dal bando oppure, guarda caso, è facile che a essere in possesso dei requisiti restringenti siano solo i dirigenti uscenti” dell’’ATM. Sarebbe stato meglio scrivere nome e cognome dell’’elemento gradito alla Giunta Accorinti per evitare di offendere l’’intelligenza di chi legge. Di cerchio magico si tratta, nel quale ruota una stretta élite che passa da un incarico all’’altro con un sistema discutibile. Simili dinamiche sono in uso in un’azienda dove i destinatari delle carriere interne si conoscono con largo anticipo e spesso coincidono con rappresentanti sindacali a vario titolo o personaggi notoriamente vicini alla politica cittadina, eventi che questa organizzazione sindacale ha già denunciato».

La situazione, così come rappresentata dal sindacato, è stata denunciata dall’organizzazione stessa in una recente incontro con il Sindaco e l’assessore Gaetano Cacciola. Ma non solo: «Abbiamo denunciato le promozioni ad personam e le ritorsioni verso chi ha il coraggio di dissentire, ma non potevamo aspettarci azioni correttive da chi si sta dimostrando organico al sistema – conclude OrSA. La comunità messinese ha diritto alla trasparenza, soprattutto quando si tratta di soldi pubblici. Il direttore dell’’Azienda di Trasporto Pubblico Locale deve essere espressione di una selezione vera dove emerge il migliore, non di un concorso costruito su misura».

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