Messina. L’hotspot di Bisconte accende il dibattito politico

Foto del quartiere Bisconte dall'altoMessina. Polemica dopo polemica continuano i dissapori sull’apertura dell’hotspot a Bisconte. La notizia sembra ormai ufficiale, nonostante il fermo no dell’amministrazione Accorinti e il disaccordo di quei consiglieri che da settimane sottolineano le già numerose difficoltà che vivono i residenti del quartiere. Ma la decisione viene imposta dall’alto, come quasi tutto ciò che riguarda la gestione migranti in Italia e in Europa.

La polemica, che ha come fulcro l’ex caserma Bisconte, stavolta nasce dai consiglieri Cacciotto, Gioveni e Carreri che attaccano il Presidente del Terzo Quartiere Lino Cucè accusandolo di incoerenza: «Quando giovedì è scoppiata la protesta, siamo venuti a conoscenza della presenza del Presidente della Terza Circoscrizione Lino Cucè, fino a quel momento totalmente assente dalle problematiche di quel territorio».

«Tra i motivi della protesta dei residenti di Bisconte del 19 ottobre – spiegano i consiglieri – c’è la questione migranti, in particolare il problema legato alla sicurezza che purtroppo si sta aggravando. Tornando indietro nel tempo vediamo che martedì 7 settembre 2017 il Presidente Cucè si è fatto promotore di organizzare in consiglio un incontro insieme alla Senis Hospes Società Cooperativa Sociale – continuano i consiglieri – al fine di sottoscrivere un protocollo d’intesa volto a dare supporto alla stessa cooperativa, che oggi gestisce i migranti a Bisconte con le problematiche di cui siamo a conoscenza».

«Lo stesso Cucè – affermano Cacciotto, Gioveni e Carreri – palesando la propria incoerenza, cavalcando l’onda del populismo, ad oggi si è presentato a Bisconte per spiegare in merito alla questione migranti chissà cosa, quando lo stesso, solo un mese prima, facendosi promotore e sottoscrivendo un protocollo di intesa con la stessa cooperativa che oggi gestisce i migranti all’interno della ex caserma, ha di fatto avallato l’operato della cooperativa e ritenuto normale ciò che accade dentro e fuori la ex struttura militare. Un atto di assoluta incoerenza quello messo in campo da Cucè che dimostra quanto sia facile cavalcare i disagi della gente e il populismo senza affrontare, per come ci si aspetterebbe dal Presidente di una Circoscrizione, la questione dal punto di vista istituzionale».

«Lo stesso Cucè – proseguono i consiglieri – non ha mai avuto le idee chiare sulla questione dei migranti a Bisconte: dapprima si è detto contrario alla nascita dell’Hotspot, poi ha rettificato dicendo che non si tratta di Hotspot e di essere favorevole, poi ha sottoscritto il Protocollo prestando il fianco alla cooperativa e dopo, da salvatore della Patria è salito a Bisconte schierandosi, con riferimento alla questione migranti, accanto ai cittadini». 

«I residenti di Bisconte non vanno presi in giro – concludono i tre consiglieri – bisognerebbe avere un maggiore equilibrio e trasparenza istituzionale che evidentemente, per questa vicenda, non è appartenuto al Presidente Cucè. Confidiamo che si sia trattato solo dell’ennesimo scivolone politico».

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