Messina. Emilia Barrile sul Piano di Riequilibrio: «L’Amministrazione esagera»

emiliabarrileMessina. Prosegue il dibattito sul Piano di riequilibrio bocciato dal Consiglio comunale il 28 febbraio scorso. Ad esprimersi oggi sulla questione è Emilia Barrile, presidente del civico consesso, che risponde alle dure parole della Giunta Accorinti riguardo l’operato dei consiglieri.

Piano di riequilibrio: cos’è successo?

La rimodulazione finanziaria avrebbe consentito all’Amministrazione di ripagare in 20 anni, invece dei 10 convenzionali, il debito maturato, alleggerendo così il peso che grava sulle casse di Messina. La proposta, però, è stata discussa di fronte a soltanto 18 dei 40 consiglieri comunali ed è stata bocciata con 12 favorevoli11 astenuti e due contrari. Un risultato che ha causato una dura, quanto prevedibile, reazione della Giunta Accorinti che ha inveito contro i consiglieri contrari o astenuti, fra i quali anche la Presidente del Consiglio comunale.

La replica di Emilia Barrile

«Ritengo – dichiara Emilia Barrile – che i Consiglieri abbiano operato in piena coscienza ed utilizzando gli strumenti democratici affidati loro senza prevenzioni di sorta». Un operato, quello dei Consiglieri, che secondo la Barrile non sarebbe attribuibile a dietrologie strumentali ma, piuttosto, a quella che lei stessa definisce una corretta dinamica istituzionale.

«La reazione dell’Amministrazione – spiega Emilia Barrile – è stata assolutamente sopra le righe, ed utilizzo questa definizione soft solo per non alimentare un contraddittorio violento ed aggressivo. Il Consiglio comunale è un organismo essenzialmente di controllo, gli Assessori dovrebbero riflettere sulle criticità del Piano di riequilibrio e sull’errore di aver rimandato la presentazione della Proposta dal 14 gennaio al 26 febbraio riducendo, di fatto, il tempo per studiare la documentazione fornita».

La Presidente del Consiglio comunale, infine, invita a riflettere su quattro punti specifici:

«Come mai tale Documento, che oggi viene considerato assolutamente fondante per la salvezza finanziaria della Città, non è stato condiviso, chiarito e dibattuto in una Conferenza Capi Gruppo richiesta a tal uopo a questa Presidenza?

Come mai ad illustrare e dibattere ieri in Aula è stato lasciato solo l’Assessore Signorino senza la presenza ed il supporto della Giunta e, soprattutto, del Vice Sindaco visto che il Sindaco era impegnato in un ennesimo importantissimo viaggio istituzionale?

Come mai i Consiglieri che fino ad oggi hanno salvato un percorso finanziario non certo proprio ma disegnato dall’attuale Amministrazione solo per difendere il futuro della città, ora sono tacciati di “rispondere a manovratori che decidono voti ed astensioni” ?

Come mai gli strali maggiori sono stati contro la Presidente la cui rituale astensione in ogni votazione è stata coerente ed apprezzata in circostanze politiche delicate quale, ad esempio, la richiesta di sfiducia al Sindaco?

Ritengo che una seria e ponderata riflessione dovrebbe modulare l’ultimo step di questa consiliatura, ricercando un contraddittorio corretto lontano da toni (“omicidio a freddo”) che nutrono solo un clima d’odio inconcepibile se agito da Accorinti, uomo amante della pace e della condivisione».

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