Messina. SI COBAS: «Acqua, rifiuti e servizi devono restare pubblici»

protesta-messinambiente-cobas-messinaIl Fronte Popolare Autorganizzato-Si Cobas Messina dice “No” all’idea di privatizzare la gestione dei rifiuti, del servizio idrico e dei trasporti, avanzata dal nuovo sindaco Cateno De Luca.

L’interesse dei privati è il profitto.

Cavallo di battaglia della campagna elettorale di Cateno De Luca, l’idea di liquidare le società partecipate e affidare ai privati la gestione di alcuni dei servizi ha trovato riscontro in una delle prime delibere della nuova Amministrazione che prevede, appunto, di avviare questo iter per la più nuova fra le partecipate facenti capo a Palazzo Zanca: Messinaservizi Bene Comune.

Non è tardata la replica dei Cobas di Messina che si dichiarano pronti ad una ferrea battaglia, non solo per tutelare i lavoratori ma anche nell’interesse dei messinesi: “A beneficiare di questa operazione non sono i cittadini ma le grosse società per azioni. Negli ultimi vent’anni numerose ricerche hanno dimostrato come la privatizzazione non migliora il servizio: quasi tutti gli utili confluiscono nei dividendi degli azionisti”.

I servizi indispensabili dunque devono restare pubblici.

La possibilità di privatizzare acqua, trasporti, rifiuti ed energia deriva dall’emendamento alla legge di stabilita 2018 approvato alla Commissione Bilancio della Camera ma, secondo il sindacato, questa possibilità non è positiva ma, anzi, espone la città e i cittadini a costi maggiorati e molteplici rischi.

“Negli ultimi decenni – spiega il Sindacato in una nota – è stato abbondantemente verificato che la gestione privata dei servizi e beni comuni, è stata fallimentare e disastrosa, collusa con la mafia ed ha prodotto parecchi debiti di bilancio, oltre allo sfruttamento e precarietà per i lavoratori. Per questo motivo, si moltiplicano i casi in cui queste gestioni vengono restituite al settore pubblico”.

“La gestione dei beni comuni e dei servizi essenziali, per sua natura, non produce grandi redditi a meno che il lucro non si faccia proprio sulle spalle dei cittadini stessi. Inoltre si innesca il meccanismo della competitività, obbligando le imprese a ridurre i costi di gestione, agendo sul costo del lavoro, mettendo a rischio l’occupazione e i livelli salariali, nonché il quadro di tutela dei diritti”.

Una doppia perdita, dunque, quella prospettata dal Fronte Popolare Autorganizzato-SI COBAS Messina che spiega: “I cittadini pagherebbero dunque soprattutto gli azionisti e non il servizio, e i lavoratori si ritroverebbero nuovamente in condizione di ricatto e precarietà, con i meccanismi di sudditanza che già conosciamo bene”.

Per questi motivi il sindacato esorta cittadini ed organizzazioni locali ad organizzare “un’assemblea popolare per mettere a punto una linea comune di proposta e di lotta per impedire che Messina torni indietro verso una strada che ha tante ombre”.

A questo momento di confronto sono invitati tutti i lavoratori coinvolti nella privatizzazione (Amam, Atm Messina servizi, e Messina Servizi Bene Comune ) per “fare un Fronte Unico di lotta contro le misure di ridimensionamento e precarizzazione del personale! Un passo indietro neanche per prendere la rincorsa!!!

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