Messina. Atto intimidatorio al Parco Aldo Moro: danni alla struttura

parcoaldomoroMessinaDanneggiati i bagni del Parco Aldo Moro durante quello che sembrerebbe essere un atto intimidatorio. A denunciarlo il Comitato Parco Aldo Moro che, da tempo, si prende cura della struttura al fine di renderla fruibile e restituirla alla cittadinanza.

Ieri mattina, nel corso di un intervento dei Vigili del Fuoco e del Centro Recupero Fauna Selvatica per salvare un cinghiale rimasto incastrato in un cappio all’interno del parco, i volontari del comitato hanno notato che il portone dell’immobile era aperto. Verificando le condizioni della struttura sono stati trovati sette sanitari distrutti, le tubazioni divelte e, di conseguenza, i bagni parzialmente allagati.

Si è trattato di: «Un atto vigliacco che puzza di intimidazione – commenta il Comitato Parco Aldo Moro – È nota a tutti la battaglia che stiamo conducendo per rendere la struttura fruibile al pubblico e già in precedenza piccoli gesti, come quello della chiusura dei cancelli con un ulteriore lucchetto, ci fecero pensare che qualcuno non condividesse la causa e la nostra presenza».

«La gravissima azione subita ci costringe a una denuncia pubblica dell’accaduto – continua il comitato – A prescindere dalla natura di questo atto vile, qualcuno vuole rendere inagibile uno spazio liberato e reso, dopo decine di anni, fruibile alla cittadinanza. Non è un caso, secondo noi, che questa aggressione non sia avvenuta negli ultimi sette anni quando la struttura vigeva in totale stato di abbandono».

Il Parco Aldo Moro, situato sul viale Regina Margherita e inagibile da decenni, era stato dato in gestione nel 1949 all’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), che avrebbe dovuto trasformarlo in un osservatorio scientifico o restituirlo al Comune in caso di inadempienza. Il parco però è rimasto abbandonato e, nonostante i tentativi di dialogo tra l’Istituto e Palazzo Zanca, nel corso degli anni, la situazione non è cambiata.

L’accordo che l’Amministrazione Comunale ha stipulato con INGV nelle scorse settimane per le sole aree esterne, secondo il Comitato, non dà la giusta attenzione alla cura dell’immobile. «Anzi – commentano – con quest’ultimo si sancisce in maniera definitiva la proprietà di INGV sulla struttura, che rimane in stato di abbandono. La mancanza di custodia, di manutenzione e di messa in sicurezza dei luoghi contribuiscono ad alimentare questi gesti».

«Quanto accaduto ieri mattina non ha fatto altro che accrescere in noi la consapevolezza che questo spazio non deve rimanere incustodito – conclude il Comitato Parco Aldo Moro – e pertanto aumenteremo l’impegno di costruzione delle iniziative all’interno del Parco, sia per prevenire azioni di questo tipo, sia per costruire un senso di appartenenza al luogo da parte della città. Non molleremo di un centimetro fino quando non si manifesti una gestione democratica del parco attraverso nuove forme di partecipazione».

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