Melania, una mamma con la “colpa” di avere il cancro e un figlio disabile


 

disabile-sedia-a-rotelleMelania Caratozzolo è la madre Cristiano, un ragazzo di diciannove anni, portatore di handicap, che frequenta un centro riabilitativo in cui affronta periodicamente terapie logopediche, fisioterapiche e psicologiche. Sono tornati a vivere a Messina da poco tempo, dopo anni trascorsi a Roma. Melania ha di recente appreso di essere affetta da un carcinoma al seno che la obbliga a terapie e limita la sua facoltà di occuparsi in toto delle esigenze del figlio. Ha chiesto agli uffici comunali informazioni sulle pratiche da avviare per usufruire del trasporto, in maniera da consentire a Cristiano di andare al centro riabilitativo per le sue cure periodiche.

“Il quadro rappresentato è raccapricciante – racconta la protagonista della vicenda -. Preparo il documento richiesto, per usufruire del trasporto, ma mi sento rispondere dalla funzionaria deputata, la dottoressa Di Pietro, che non andava bene, poiché bisognava precisare giorni e orari della terapia. Impossibile inoltrare la pratica senza questi requisiti. Eppure è noto che spessissimo gli orari cambiano: sono le cooperative a raccordarsi con i centri”.
Ma i problemi di Melania non finiscono qui, aggiunge: “Supplico il centro di fornirmi cortesemente un piano dei giorni e degli orari da poter presentare in Comune e il referente del centro di riabilitazione, che vede e comprende la mia situazione fisica, mi aiuta a mettere insieme la documentazione necessaria, facendosi in quattro per consegnarmi tutto in modo iperdettagliato”.
A causa di un malessere però, Melania non riesce a portare agli uffici competenti la documentazione nei giorni successivi. I documenti vengono consegnati ieri, grazie ad un’amica della signora che accompagna al dipartimento il figlio Cristiano, la cui presenza è essenziale per la firma dei moduli della richiesta.

In questa occasione viene riferito che “non c’è alcuna possibilità per adesso di usufruire del trasporto: Cristiano è quindicesimo in graduatoria e non c’è nessuna apertura per questi quindici”.

“Non avrei dovuto risponderle e invece, con la voce strozzata in gola – commenta Melania Caratozzolo – le ho urlato che a mio figlio ho sempre provveduto io: ad accompagnarlo, a prenderlo sia alle terapie che a scuola che alle attività e che il cancro mi è venuto adesso e non prima, quindi era impossibile per me pensare prima a farlo rientrare in una graduatoria”.
“Abbiamo deciso di denunciare l’accaduto – afferma Patrizia Midiri, presidente del comitato “29dicembre” – perché Melania è solo una delle persone vittime di questo genere di ingiustizia sociale”.

“E’ dovere di ciascuno di noi dar voce alle istanze di chi si trovi di fronte ad un muro di gomma quando necessita di un servizio pubblico essenziale e questo non gli viene riservato nonostante sia suo diritto”, aggiunge.

“Davanti a situazioni come questa non possiamo pensare di restare inermi, abbiamo il dovere morale di denunciare e di pretendere che chi può, ossia la classe politica, intervenga immediatamente per dare una soluzione a situazioni vergognose di questa specie”, afferma Midiri, che aggiunge: “Chiediamo alla stampa di aiutarci a dare eco a questa ed altre storie perché il silenzio è il vero e principale danno della nostra società. Nella mattinata di domani, sarò a Palazzo Zanca, con l’auspicio di incontrare e dialogare con giornalisti che vorranno far da megafono alla vicenda di Melania, la quale per ragioni di salute potrebbe non presenziare”.

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