“Leviamo quelle tende”: l’appello dei consiglieri Sturniolo e Risitano

tende e container2I consiglieri comunali di Cambiamo Messina da Basso, Luigi Sturniolo e Ivana Risitano, in una nota, criticano l’allestimento e il mantenimento della tendopoli nel campo da baseball di Conca d’Oro che sta ospitando i migranti.

Questo il testo:

“La tendopoli montata su ordine del Prefetto accanto al Palanebiolo è 
espressione di una nuova sperimentazione nella gestione dei migranti.
Quella tendopoli è, infatti, il teatro di una sorta di campo di smistamento, una via di mezzo tra un Cie ed un Cara, un non luogo replicabile in qualsiasi altra località. Chiuso dalle reti di recinzione e ordinato secondo norme che ne impongono la semi-libertà ai suoi “ospiti”, è caratterizzato dal tratto oggettivamente spersonalizzante e straniante dell’attendamento. 

Contro la vergogna della tendopoli si sono levate da subito molte voci
della società civile. Pensiamo agli attivisti del movimento antirazzista
messinese che fin dal primo giorno hanno assistito e sostenuto i migranti, al documento sottoscritto da tanti esponenti del mondo accademico, ai tanti pronunciamenti provenienti dal mondo cattolico, dall’associazionismo, dai partiti politici. Contro la vergogna della tendopoli si è battuta sin da subito l’amministrazione comunale, con in testa il sindaco Renato Accorinti, che ha provato con ogni mezzo a trovare delle alternative ed individuato nella requisizione del villaggio “Le Dune” la soluzione temporanea per l’ospitalità dei richiedenti asilo.

Nei giorni appena trascorsi, peraltro, al contrario di quanto sostenuto in una nota della Prefettura, l’assessore ai servizi sociali Nino Mantineo (al quale va la nostra totale solidarietà rispetto agli 
ingiustificati attacchi del Prefetto), con la collaborazione
dell’esperta Clelia Marano, si è attivato prontamente per assicurare ai minori l’ospitalità e il calore di cui necessitano. 

Tutte le voci della solidarietà e ogni proposta di diversa sistemazione
di persone che fuggono dalla guerre e dalla fame si sono, però, scontrate con la chiusura netta di una prefettura che vede nel concentramento in un unico campo la sola possibile modalità di gestione dell’ospitalità dei migranti. Incapace di trovare soluzioni dignitose e di corrispondere alle disponibilità 
provenienti dalla società messinese, il Prefetto Trotta si è arroccato
in una posizione che assume la reclusione come solo orizzonte possibile.

Noi crediamo, al contrario, che quelle tende vadano tolte
immediatamente e che sia necessario orientarsi immediatamente verso un’accoglienza dignitosa e rispettosa delle sofferenze e dei bisogni di cui i migranti sono portatori. Ai fratelli migranti, infine, diciamo grazie per quello che ci stanno dando. La voglia di battersi per affermare il proprio diritto a conquistare una migliore condizione di vita e la dignità con la quale affrontano questi momenti così difficili della loro vita è per noi motivo di grande insegnamento”.

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