Lavori di riqualifica del centro città: le precisazioni del Dipartimento di Mobilità Urbana

marciapiedi2 - CopiaIn riferimento a un articolo stampa nel quale, a proposito dei lavori di “ampliamento dei marciapiedi negli incroci stradali del centro cittadino”, si contesta che i relativi scivoli non sono stati collegati “alla strada” , il dipartimento Mobilità Urbana precisa che «i lavori devono essere ancora completati con la prevista scarifica e il successivo rifacimento della pavimentazione in conglomerato bituminoso della carreggiata, azzerando così il temporaneo modesto dislivello (circa 2 cm) tra la carreggiata e gli scivoli,  e con l’esecuzione della segnaletica stradale orizzontale riguardante gli attraversamenti pedonali e le strisce longitudinali di margine. Si coglie l’occasione per ricordare che l’ampliamento dei marciapiedi in questione rientra nell’ambito dei lavori di “Moderazione del traffico veicolare nel centro urbano” cofinanziati, per il 70% dell’importo complessivo, dal ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nell’ambito del “Programma di finanziamenti per il miglioramento della qualità dell’aria nelle aree urbane e per il potenziamento del trasporto pubblico” di cui all’accordo sottoscritto con il Comune l’1 dicembre 2008».

«Di tali lavori – prosegue il dipartimento –, è stata quasi completata la riqualmarciapiedi2ificazione architettonica della Piazza Santa Caterina Valverde, antistante l’omonima Chiesa, finalizzata alla trasformazione della preesistente strada aperta al transito veicolare ad  “area pedonale” con le caratteristiche tipiche dei sagrati. Attualmente, l’intervento di “moderazione” sta proseguendo con la realizzazione degli allargamenti dei marciapiedi (o strettoie)  in corrispondenza di alcune intersezioni stradali. È opportuno evidenziare che le cosiddette strettoie, aventi larghezza minima pari a 3,50 m in corrispondenza degli attraversamenti pedonali provvisti di scivoli, hanno la funzione di indurre l’automobilista a mantenere una velocità costantemente bassa e a concentrare la propria attenzione su brevi tratti dello spazio stradale; ridurre la lunghezza degli attraversamenti pedonali della carreggiata (da circa 8 m a 3,50 m); impedire la sosta irregolare in corrispondenza delle strisce pedonali e degli scivoli in modo da garantire sempre il regolare e sicuro attraversamento dei pedoni; impedire la sosta irregolare in prossimità dell’area di intersezione in modo da assicurare la migliore visibilità reciproca tra veicoli e, quindi, ridurre il potenziale rischio di incidenti».

«In definitiva – conclude –, le strettoie sono finalizzate a migliorare le condizioni di sicurezza degli utenti della strada, soprattutto, dei cosiddetti utenti deboli (pedoni, specialmente bambini e anziani, disabili in carrozzella, ciclisti) e a conseguire una coesistenza più serena tra automobilisti, ciclisti e pedoni tipica della cosiddetta zona residenziale (o zona 30, cioè zona in cui non è possibile superare la velocità di 30 Km/h) prevista dal “regolamento di esecuzione del Codice della Strada” e dalle “linee guida per la redazione dei piani di sicurezza stradale urbana” emanate dal ministero dei Lavori Pubblici  – Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale».

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