L’Amam copre due vasche del depuratore, Mili torna a “respirare”

16406637_1358978140812808_4179910454975814565_nIl fetore con cui per anni i residenti di Mili Marina hanno convissuto potrebbe presto essere un ricordo. L’Amam ha infatti concluso i lavori di copertura di due vasche con la sistemazione di speciali filtri in grado di attenuare le esalazioni. L’azienda di viale Giostra ha aperto alla stampa le porte dell’impianto di depurazione di Mili. A fare gli onori di casa il presidente Leonardo Termini e l’ingegnere Luigi Lamberti, accompagnati dal sindaco Renato Accorinti e dall’assessore ai Lavori Pubblici Sergio De Cola.

I lavori sono stati finanziati interamente dall’Amam che ha stanziato 60mila euro. Parte della cifra è stata resa disponibile dalla campagna di recupero crediti che l’Azienda ha avviato nei mesi scorsi. L’installazione delle coperture e dei relativi filtri sopra le vasche ha così permesso di eliminare quasi del tutto lo sgradevole odore di fogna che centinaia di famiglie, residenti nelle vicinanze, erano costrette a respirare. Nei mesi estivi, complici il caldo e l’aumento di popolazione dei villaggi di Mili e Galati, l’aria diventava addirittura irrespirabile.

Gli interventi sono stati portati a termine anche dopo i vari incontri che l’Amam e amministrazione comunale hanno avuto con la I Circoscrizione che si è più volte interessata della problematica. “Si tratta di un primo step – ha spiegato Termini – , il depuratore di Mili è stato inserito nella lista dei progetti coperti dal Masterplan. Con circa 10 milioni di euro completeremo la copertura delle vasche e l’installazione di macchine che sfrutteranno i gas per produrre energia. Successivamente, l’impianto gestirà parte del settore rifiuti con il trattamento dell’umido”.

Attualmente, il depuratore di Mili è il punto finale di una condotta fognaria di 20 chilometri che raccoglie gli scarti di buona parte della città: da Grotte alla zona sud. Il materiale viene inizialmente scomposto con la divisione della parte liquida (scaricata in mare dopo gli opportuni processi di bonifica) e quella solida che viene trasformato in terriccio dopo uno speciale trattamento e depositato in una cisterna da 18 tonnelate.

 

 

 

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