Immunodeficienze. Gli esperti spiegano come riconoscere la malattia

Salpietro, Caudo e GangemiScoprire i sintomi delle immunodeficienze, valutare con attenzione i campanelli d’allarme, soprattutto nei bambini, e sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo a queste patologie spesso non riconosciute per tempo. L’importanza di test, diagnosi precoce e trattamento ottimale, questo il fulcro dell’incontro all’Ordine dei Medici in occasione della giornata mondiale.

All’incontro hanno preso parte Giacomo Caudo, presidente dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri e componente del Comitato Centrale FnomCeO; Carmelo Salpietro, direttore dell’Uoc Genetica e Immunologia Pediatrica e del Centro di Riferimento Regionale per la Prevenzione, Diagnosi e Cura delle Malattie Genetiche;Sebastiano Gangemi, direttore dell’Uoc di Immunologia e Allergologia, e Paola Quattrocchi.

«Sono ben 250 le immunodeficienze codificate – ha spiegato Salpietro – ma ne esistono altre nuove. Presso la nostra Unità operativa del Policlinico sono attivi un numero (345.0648206) e un’email (immunopedmessina@yahoo.it) di Pronto Allergia Infezioni Bambini a disposizione di chi sospetta una immunodeficienza con l’obiettivo di supportare pazienti, genitori e pediatri di famiglia, avviare tempestive e corrette diagnosi e relativi trattamento per evitare complicanze».

Salpietro ha illustrato un elenco dei 10 sintomi da tenere sott’occhio: otto o più infezioni nel corso di un anno; due o più gravi infezioni sinusali nel corso di un anno; due o più mesi di cure antibiotiche effettuate con scarso effetto; due o più polmoniti nel corso di un anno; il bambino non aumenta di peso o non cresce correttamente; ascessi ricorrenti nel derma o negli organi; afte persistenti nella bocca o in altre parti del corpo dopo il primo anno di età; necessità di ricevere gli antibiotici per via endovenosa per eliminare le infezioni; due o più infezioni profonde come: meningite, ostomielite, cellulite (infezione del tessuto sottocutaneo), sepsi; presenza nella stessa famiglia di casi di immunodeficienza primitiva.

Gangemi ha parlato invece delle immunodeficienze dell’adulto: «Purtroppo spesso non viene riconosciuta la causa iniziale e passano molti anni prima di avere una diagnosi esatta. L’immunodeficienza comune variabile, per esempio, è la più frequente immunodeficienza primitiva, la cui incidenza maggiore è fra i 15 e 30 anni e ha complicanze infettive, autoimmuni e neoplastiche».

 

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