Il Ministro Catalfo a Messina: investimenti nel lavoro “green”, salario minimo e nuove assunzioni

Si è discusso di lavoro e opportunità per la Sicilia e per Messina stamattina alla Camera di Commercio insieme al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo, con una particolare attenzione ai temi del dumping contrattuale e della contrattazione di secondo livello.

Una mattinata intensa di lavoro che ha coinvolto sindacati, professionisti e anche studenti, gli alunni dell’Istituto Iaci, in un dibattito che ha toccato le problematiche principali del lavoro in Italia con una particolare attenzione al Mezzogiorno.

Ad accogliere relatori e pubblico è stato il Prefetto di Messina Maria Carmela Librizzi che ha voluto puntare subito i riflettori su un tema purtroppo sempre attuale che è quello degli infortuni sul posto di lavoro: «Non possiamo dire di avere sviluppo – ha sottolineato – se ancora oggi le persone perdono la vita sul posto di lavoro».

A fare gli onori di casa anche il sindaco di Messina Cateno De Luca: «Lavoriamo perché il nostro compito è quello di trovare soluzioni e cancellare le storture che abbiamo ereditato – ha affermato. Dobbiamo creare vivibilità e un contesto appetibile per gli investimenti, per convincere a investire nella nostra città, e dobbiamo lavorare per creare una rete che coinvolga anche l’Università. Abbiamo un’Ateneo eccellente, dobbiamo creare una sinergia, una filiera produttiva».

A chiudere i saluti istituzionali e segnare il passaggio di testimone ai relatori, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo che, nel suo sentito intervento, ha messo in evidenza i temi principali che sarebbero stati trattati nel corso della mattinata e che rappresentano punti chiave del programma di governo: dalle distorsioni del dumping contrattuale (pratica che porta ad applicare contratti di lavoro promossi da associazioni sindacali non rappresentative), al welfare aziendale, agli incidenti sul lavoro, all’istituzione di un salario minimo.

«Sono temi per me molto significativi – ha dichiarato il Ministro – che ho analizzato e trattato sin dal primo giorno in cui sono entrata in Parlamento e che ora come Ministro intendo affrontare insieme alle parti sociali e datoriali, il cui contributo è fondamentale per giungere a soluzioni che assicurino un’esistenza libera e dignitosa per tutti i lavoratori. È indubbio come la piaga del dumping contrattuale porti con sé un’altra serie di problematiche sulle quali, se vogliamo cambiare il paese, non possiamo più soprassedere. Dobbiamo intervenire con celerità. Penso al maggior rischio di emarginazione sociale cui i cittadini che percepiscono bassi salari vanno incontro, oltre che ai riflessi negativi che questo trend ha sulla nostra economia».

Ma in un convegno che mette al centro il lavoro non si poteva non prestare una particolare attenzione al mondo dei giovani, dai precari, ai disoccupati, ai neet (giovani che non studiano e non cercano lavoro) e alla preoccupazione per il loro futuro: «Secondo i dati del Censis ben 5,5 milioni di giovani rischiano di avere nel 2050 pensioni sotto la soglia di povertà». Dati preoccupanti che, ha chiarito il Ministro, ha fatto entrare a forza nel programma di governo il tema del salario minimo.

Per quel che riguarda, invece, la contrattazione di secondo livello, altro tema centrale del dibattito odierno, la giornata di oggi ha fatto emergere un dato: anche in questo caso, come in tanti altri, l’Italia appare divisa in due, da una parte il Nord in cui sono stati registrati il 78% dei contratti di secondo livello, dall’altra il Centro e il Sud che si “spartisce” pochi punti percentuali.

Ma cosa comporta una contrattazione di secondo livello lo ha spiegato Andrea Miano, Presidente dell’Ente Bilaterale Terziario di Messina: «La contrattazione di secondo livello tende a migliorare le norme previste dal contratto collettivo nazionale, che è appunto nazionale – ha spiegato Miano. Deve cogliere le realtà produttive del territorio in cui si applica, deve cogliere le problematiche degli imprenditori che questo territorio lo vivono e metterle insieme alle esigenze dei lavoratori».

Per quel che riguarda, nello specifico, Messina e il suo sviluppo, la linea da seguire secondo Miano è chiara: «Pensiamo che bisogna mettere a sistema settori come commercio, turismo e servizi, perché non ci può essere commercio se non c’è turismo e non ci può essere turismo se non c’è commercio. E i servizi sono un elemento essenziale per far funzionare il tutto».

Ma in questa occasione il Ministro del Lavoro ha anche puntato l’attenzione sulle ultime novità per il lavoro in Sicilia: «Abbiamo investito 11 miliardi e mezzo anche sul green job e questo porterà nuovi lavori anche in Sicilia, sono previste 11.600 assunzioni nel triennio e nuove assunzioni per operatori dei centri per l’impiego già dal 2019».

Concluso il momento dei saluti istituzionali da parte delle istituzioni locali, delle organizzazioni sindacali e degli ordini professionali – rappresentati dal presidente provinciale Consulenti del Lavoro Maurizio Adamo l’avvocato Centorrino, per l’Ordine degli avvocati, i segretari generali Giovanni Mastroeni (CGIL), Tonino Genovese (CISL) e Ivan Tripodi (UIL), il presidente della Camera di Commercio Ivo Blandina – si è dato il via al convegno vero e proprio e si è entrati nel vivo della mattinata con gli interventi di relatori esperti, quali: Paolo Baldazzi (direttore Ufficio del Lavoro Confcommercio nazionale); Carmen La Macchia (ordinario di Diritto del lavoro idoneato all’Università di Messina); Marcello Mastrojeni (direttore INPS); Giuliana Miraglia (avvocato); Dafne Musolino (assessore comunale Commercio e Lavoro); Carmelo Picciotto (presidente Confcommercio Messina e vicepresidente EBT); Laura Romeo (presidente del Tribunale di Messina, sezione Lavoro); Susanna Semenzato (specialist welfare aziendale di Generali Italia); Ettore Staiti (presidente Centro studi ADRIS) e Giuseppe Zabbatino (direttore nazionale Ebinter); modererà i lavori il giornalista Massimiliano Cavaleri.

Il convegno si è svolto con il patrocinio di CGIL, FISASCAT, UILTuCS e Confcommercio Messina.

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