Il Consiglio non vota in tempi record il debito con l’Ato3 di quasi 12 mln

consiglio comunaleIl Consiglio comunale chiamato nella notte appena trascorsa a votare in fretta e furia il debito generale nei confronti dell’Ato3 di 11,9 milioni di euro dice no. E’ mancato il numero legale prima di mezzanotte per la delibera scoperta sabato sera dai consiglieri comunali e che doveva essere votata entro le 23,59 di ieri per ottenere il prestito dalla Cassa depositi e prestiti che dovrà essere restituito in trentanni. Dopo la seduta di question time della tarda mattinata l’aula si è aggiornata alle 20 di ieri per discutere e votare, visti i tempi molto ristretti, l’atto. I consiglieri del gruppo misto Nina Lo Presti e Gino Sturniolo, tra gli altri, hanno criticato l’ennesimo provvedimento definito a “morte subitanea” dell’amministrazione che ha informato gli esponenti politici soltanto pochi giorni prima del voto senza poter approfondire la materia. La proposta della giunta Accorinti è di riconoscere debiti fuori bilancio con l’Ato3 relativi agli anni 2007-2009-2010-2011 per servizi fatturati (soldi che dovrebbero andare alla Messinambiente e per la gestione della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea) e che le amministrazioni passate non hanno coperto interamente con i trasferimenti annuali agli uffici di via Cavalieri della Stella. Le somme che l’Ato3 non ha ricevuto – secondo quanto stimato nelle fatture – ammontano a quasi 12 milioni di euro. Pure i consiglieri di Pd, Nicola Cucinotta, e Siamo Messina, Piero Adamo, hanno espresso dubbi sui tempi stretti per poter votare l’atto molto delicato. La giunta comunale – da quello che si è appreso – non vuole perdere l’opportunità dell’articolo 31 del decreto legge n. 66 del 24 aprile 2014 che prevede il finanziamento dei debiti degli enti locali nei  confronti  delle società partecipate mediante ricorso all’anticipazione di liquidità della Cassa Depositi e Prestiti. La scadenza del 30 settembre è stata assegnata dalla Cassa Deposti e Prestiti. Gli uffici dell’amministrazione sapevano della data già l’8 settembre ma ancora una volta la comunicazione tra la giunta e il Consiglio non è stata delle migliori. 

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