I sacrifici dei lavoratori di Messina Servizi e il disaccordo tra i sindacati

Foto di repertorio

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Ancora dubbi e ritardi sull’accordo che dovrebbe sancire il passaggio dei 500 dipendenti di MessinAmbiente a Messina Servizi Bene Comune. Un passaggio delicato che, pur non mettendo a rischio nessun posto di lavoro, ha destato preoccupazione e disaccordo tra i sindacati che si sono di fatto divisi.

Cisl, Uil e Fiadel hanno infatti deciso di non firmare l’accordo, sottoscritto, invece, dalla Cgil lo scorso 4 dicembre. I nodi più critici da sbrogliare, su cui le tre sigle sindacali intendono porre l’attenzione e cercare di fare chiarezza, riguardano il TFR (trattamento di fine rapporto), che verrebbe versato dal Comune anziché dalla società al termine del rapporto lavorativo, e la risoluzione dei contenziosi con MessinaAmbiente. In questo caso, si chiede ai lavoratori di chiudere le cause con la società, precludendosi la possibilità di rivalersi in futuro su Messina Servizi.

Proprio per discutere di queste questioni e spiegare la decisione di non firmare l’accordo si è svolta questa mattina, presso la sede Fit – Cisl, una conferenza stampa. Durante l’incontro le tre sigle sindacali (Cisl, Uil e Fiadel) hanno illustrato le perplessità in merito alle modalità del transito del personale, e alle mancate risposte sul pagamento del TFR e delle ferie non godute, evidenziando i rischi di un’operazione che coinvolge 500 lavoratori e un servizio essenziale per la cittadinanza. Altro tema trattato, l’inerzia dell’amministrazione comunale in merito alla proposta di concordato.

All’incontro sono stati presenti anche: il segretario della Fit-Cisl Letterio D’amico, il segretario della Uiltrasporti Silvio lasagni, ed il segretario della Fiadel Pietro Fotia

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