“Giornata della sfiducia” con pochi presenti. Il messinese partecipa solo sui social

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Si è svolta ieri, alla presenza di poche persone, la “Giornata della sfiducia”, organizzata dal Comitato Liberi cittadini messinesi per, come hanno spiegato gli organizzatori, “cambiare pagina e permettere alla cittadinanza messinese di poter tornare al voto. I messinesi non possono pagare gli errori di un’amministrazione assente ed incapace”. Raccolta firme e saracinesche chiuse a metà. Poche, molto poche, quest’ultime. Molto più partecipata la raccolta firme.

Sta di fatto che, quando c’è da metterci la faccia, il cittadino messinese latita, si nasconde, non partecipa. Una manifestazione che avrebbe dovuto dar seguito ad un corteo che, da Piazza Cairoli, sarebbe dovuto arrivare fino a Palazzo Zanca, ma che non si è mosso dalla piazza cittadina.

Un folto numero di forze dell’ordine, tra carabinieri, polizia di stato e polizia municipale, quest’ultima presente pure con una delle rimanenti auto di servizio, avrebbe dovuto scortare il percorso di tutti quei cittadini, tra commercianti e privati, che avrebbero voluto prendere parte all’iniziativa. Tanto impiego di forze per poche persone.

E il messinese rimane lì, dietro uno schermo, a scrivere e a lamentarsi sui social. O a farlo bisbigliando per strada, senza che, quando gli viene posta la possibilità di farlo a voce alta, abbia il coraggio di farlo.

“Non ci importa di essere in pochi – afferma una commerciante presente a Piazza Cairoli -. È giusto che si sappia che ci sono cittadini che non si sono arresi e hanno ancora una dignità”.

Una città dormiente, reticente. “Abbiamo comunque raccolto più di 2500 firme – afferma il presidente del Comitato, Franco Tiano -. Ma la raccolta non finisce qui. A Messina esiste una mentalità autoreferenziale, ognuno pensa solo a se stesso. Questo è il motivo della scarsa partecipazione di oggi. Siamo molto pochi rispetto a quelli che ci potevano essere. Si ha paura di metterci la faccia”.

Sulla richiesta dei commercianti: “Vogliono servizi – continua Tiano -. Un esempio semplice: qualche giorno fa la pioggia ha rovinato molte delle merci che si trovano nei negozi o nei magazzini dei commercianti. Avremmo voluto che il sindaco mandasse degli operatori per sturare i tombini. Invece sono stati lasciati a loro stessi”.

Infine, un’ultima battuta sui commercianti assenti: “Non esiste bandiera politica per questo genere di manifestazioni. Dico a tutti i commercianti che non hanno partecipato e che rischiano di perdere il lavoro, di avere il coraggio per manifestare il disagio. Non c’è nessuno che può manifestarlo meglio di loro. Le stesse associazioni di categoria, non traducono i loro bisogni”.

Simone Bertuccio

 

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