G7, e adesso Taormina accolga i “potenti” in coppola e lupara

L'immagine diffusa dal Governo ai media stranieri

L’immagine diffusa dal Governo ai media stranieri

Che nell’immaginario degli stranieri la Sicilia sia “mafia”, che i siciliani siano omini tarchiati, scuri,  coppola in testa  e fucile in spalla, e le donne siano tutte di nero vestite, coperte fino al collo, rosario in mano, e che come eterne prefiche, stiano sempre a piangere sulle sventure della propria terra, noi, che in questa terra siamo nati e cresciuti ce ne siamo fatti una ragione, insomma, ci siamo  abituati.

Ma che siamo noi stessi, noi italiani, ad esportare della Sicilia, sempre la solita immagine stereotipata, antica e mortalmente noiosa, proprio non lo digeriamo.

E’ il caso del manifesto che il Governo sta distribuendo in questi giorni ai media stranieri attraverso un’app dedicata a chi si accredita al G7 in programma il 26 e 27 maggio. Nella foto un giovanotto in coppola e bretelle, sigaretta tra le labbra, lancia uno sguardo di fuoco ad una ragazza che tiene in mano un ombrellino e, che, con un sorriso malizioso, sembra voler dire “eccomi, guardami pure, ti piaccio vero?”.

Ora, a parte il fatto che se il Governo avesse voluto fedelmente ricalcare il clichè del più consolidato “sicilian style”, avrebbe dovuto scegliere un bel donnone baffuto e in carne, tanto che viene da pensare che la “femmina” del manifesto non sia un’indigena, ma forse una turista,  davvero non si potevano proporre altre immagini per veicolare le bellezze siciliane e di Taormina in particolare?

Eppure era stato l’ex premier Matteo Renzi a proporre Taormina come sede del mega summit, proprio, a detta sua, per rilanciare l’immagine del Sud, mettendo la Sicilia al centro di uno dei più grandi eventi di politica internazionale. Ma se è questo il modo, ne avremmo fatto volentieri a meno.

Niente, proprio non ce la facciamo ad andare oltre, a valorizzare davvero ciò che di buono abbiamo. Per fortuna i giornalisti accreditati verranno fisicamente in Sicilia e si renderanno conto di cosa è davvero la nostra terra. A meno che qualcuno non si inventi un comitato di accoglienza in coppola e bretelle, e un sottofondo con la musica de “Il Padrino”. Tutto è possibile ormai.

Intanto arriva la reazione sdegnata del presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, che su Facebook scrive: “Agli attacchi delle tv nazionali mi sono abituato ma non rassegnato, di certo non avrei mai immaginato di dover prendere le distanze da uno spot per il prossimo G7. Mi auguro si sia trattato di un errore e per questo chiederò formalmente alla Presidenza del Consiglio dei ministri di ritirarlo. Alimentare i soliti stereotipi sui siciliani non giova a nessuno tanto meno ad un’Italia che intende ripartire”.

Ardizzone si augura che si sia trattato di un errore, ma francamente ne dubitiamo. Ci vediamo a Taormina, terra di coppole e donne baffute.

Marika Micalizzi

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