Fusione Ato 3 – Amam, la Multiservizi resta un miraggio

ato3Il passaggio Ato 3 – Amam appare ancora un miraggio, nonostante siano stati prodotti tutti gli atti propedeutici alla mobilità interaziendale, primo passo verso la futura Multiservizi. Intanto la scadenza della proroga regionale si avvicina ed entro il 31 dicembre bisognerà chiudere una partita che presente ancora punti oscuri. A Palazzo Zanca tra poche ore è prevista una riunione tra l’amministrazione comunale e i vertici delle tre partecipate che si fonderanno in un unico organismo.

Mentre l’assessore Daniele Ialacqua si dichiara ottimista sul rispetto delle tempistiche, l’Orsa stigmatizza l’atteggiamento “ostruzionistico” dell’Amam. Il sindacato riprende la lettera del Commissario liquidatore Ato 3 Michele Trimboli con cui veniva chiesto al Sindaco di “voler dare indicazioni definitive sul processo di mobilità del personale ATO ME 3 già avviato ma non concluso”.

Tale rappresentazione dei fatti formulata dal Liquidatore e comunicata giovedì scorso alle organizzazioni sindacali acuisce l’amarezza dei lavoratori dell’ATO 3, i quali non riescono a comprendere come nonostante il compimento di tutti gli atti propedeutici, trascorso più di un anno di snervante tira e molla e di impegni pubblici assunti dal Sindaco e dalla Giunta, il trasferimento all’AMAM non si sia ancora realizzato.

Per tale ragione non si esclude che gli stessi lavoratori possano decidere di presidiare la riunione già convocata per oggi pomeriggio alle 18:30 a Palazzo Zanca, dalla quale si attende la produzione di atti determinanti per l’esito della questione e per la definizione di un’operazione amministrativa necessaria sotto più profili e pienamente legittima.

“Tra le sigle presenti a sostegno dei diritti dei lavoratori il sindacato autonomo OrSA che già aveva posto l’attenzione sulla colpevole inottemperanza da parte del Presidente dell’AMAM, Leonardo Termini, in riferimento all’Ordinanza Sindacale n. 161 del 30 luglio 2015, con la quale Renato Accorinti ha emanato specifiche ed inconfutabili disposizioni per la piena attuazione del percorso di mobilità interaziendale in oggetto”.

La segretaria di settore, Francesca Fusco, ribadisce quanto già rilevato il mese scorso nei confronti dell’ostruzionismo da parte di AMAM, di cui oggi si ha una conferma sulla scorta della nota formulata dal Liquidatore di ATO 3: “Seppure in modalità molto politically correct, la nota dell’ingegnere Trimboli assume nella sostanza i connotati di una “messa in mora” nei confronti del presidente dell’AMAM in primis, ma anche nei confronti del Sindaco ed dell’Amministrazione Comunale tutta che è socio ed ha nominato questo Consiglio di Amministrazione.

L’operazione di mobilità interaziendale tra le due partecipate costituisce un’azione amministrativa trasparente, sussistendovi tutti i presupposti previsti dalla normativa vigente, nonché la determinante fase iniziale del processo che porterà alla creazione del ramo di azienda destinato alla gestione del ciclo integrato dei rifiuti ed al trasferimento dei lavoratori della Messinambiente.

Nel suo complesso si tratta di un’operazione fondamentale per la salvezza dell’intero settore rifiuti che, come più volte pubblicamente ribadito dall’assessore Ialacqua, potrà consentire di uscire dall’empasse scaturente dal perdurante stato di liquidazione di ATO 3 e Messinambiente da cui, tra l’altro derivano diversi problemi amministrativi per le stesse aziende e per i lavoratori.

Argomenti questi, del resto, già ampiamente sviscerati in tutte le sedi amministrative possibili nel corso di questo “lunghissimo” anno, cui sembrava essersi messo un punto con l’approvazione della modifica statutaria di AMAM e con la successiva emissione dell’Ordinanza Sindacale n. 161 del 30 luglio 2015.

Ed invece, clamorosamente, sino ad oggi il Sindaco ha dimostrato di non essere in grado di chiudere la partita nei tempi stabiliti, facendosi letteralmente prendere per il naso dai suoi partners politico-amministrativi, tra cui spicca l’ultimo nominato presidente Leonardo Termini, il quale evidentemente se ne frega delle disposizioni amministrative, sebbene espresse nelle forme più solenni e cogenti.

Dinanzi a cotanta schizofrenia amministrativa, i lavoratori dell’ATO 3 e le loro famiglie corrono il serissimo rischio di ritrovarsi nella medesima inquietante situazione già vissuta nel luglio di quest’anno, ovvero: scadenza della proroga regionale della fase liquidatoria, nessun trasferimento in mobilità all’Amam, futuro occupazionale totalmente nebuloso.Ma per quali ragioni? È quello che, in tutta coscienza, dovrebbe spiegarci Renato Accorinti”.

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