Enel contro Amam in Tribunale. Milioni di euro da recuperare

amamEnel Spa e Amam Spa avversari in Tribunale. E’ uno scontro fra due colossi quello che si sta consumando tra  i due enti, erogatori rispettivamente di luce e acqua, partecipati l’uno dallo Stato e l’altro dal Comune di Messina. Motivo del contendere le fatture relative al periodo tra il 2009 e il 2010. L’Amam ne ha contestato la congruità, ritrovandosi oggi a dover fare i conti con un decreto ingiuntivo dell’importo di circa 12 milioni di euro.

Ma la situazione è più complessa di come si potrebbe pensare ad una prima occhiata: se l’Azienda mediterranea acque di Messina è debitrice anche nei confronti dell’Eas, l’Ente acquedotto siciliano, di 7 milioni, è pur vero che vanta crediti per circa 60 milioni, tre dei quali con l’Istituto autonomo case popolari. Per far quadrare i conti, è stato proposto alla competente autorità garante l’aumento delle bollette. Ma la scommessa più grande resta quella della riscossione.

Contro l’ingiunzione dell’Enel è stata fatta opposizione ma non risulta depositata, a tutt’oggi, la consulenza tecnica d’ufficio disposta dalla magistratura al fine di valutare la congruità delle fatture. Nel periodo 2009-2010 la fatturazione sembrò eccessiva e non si procedette al pagamento. L’Enel sottopose Amam in regime di salvaguardia e il debito aumentò del 30 per cento.

Successivamente, ma comunque prima dell’inizio della gestione di Alessandro Anastasi, presidente Amam dal 2012, l’ente di viale Giostra ha deciso di affidarsi a Eni, portando a 750mila euro il consumo mensile per l’energia necessaria a far funzionare le pompe di sollevamento.

A buon fine è andato un altro accordo, quello con l’Eas. Dopo avere effettuato le verifiche contabili è stato, infatti, accertato un debito più basso di un milione. Questo risale al periodo 2002-2003. Lo scorso febbraio è stato siglato un piano di rientro di 65 rate per complessivi 7 milioni. Si tratta di un accordo a interessi zero, conveniente per entrambi i firmatari.

Il periodo di fatturazione del 2014 si è concluso lo scorso 31 marzo. Pertanto, l’ultimo esercizio di bilancio approvato risale al 31 dicembre 2013, quando è stato registrato un utile di 501mila 739 euro; 402mila 176 nel 2012. Al 31 dicembre 2013, i crediti accertati ammontavano a 84 milioni 710mila 421 euro, i debiti a 81 milioni 690mila 626 euro.

L’Amam vanta al momento circa 60 milioni di crediti, soprattutto verso i condomini e gli enti pubblici. L’Istituto autonomo case polari deve alla partecipata circa 2 milioni e mezzo, 3 milioni di euro. Quindi, se l’Amam riscuotesse i crediti, non avrebbe alcun problema. È, infatti, sul piano della riscossione che si combatte la vera battaglia. Lo scorso anno è stato indetto un bando europeo per l’affidamento del servizio (per un valore di 6 milioni, ndr) ma è stato sospeso, perché il Comune preferisce tentare altre strade.

Infatti, come testimonia il verbale della seduta di consiglio di amministrazione del 19 febbraio scorso, si utilizzerà il personale proveniente da Feluca per creare un apposito ufficio per l’attività di recupero crediti, in maniera tale da non affidarsi più a ditte esterne.

In vista, c’è anche l’aumento delle bollette, quello minimo previsto per legge, l’ultimo aumento risale al 2009 mentre nel 2012 c’è stato un adeguamento Istat. Aumento previsto nel piano economico finanziario decennale, di supporto al piano di riequilibrio del Comune, ma che non è ancora stato autorizzato dall’Aeeg, l’Autorità garante per l’energia elettrica e il gas.

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