Emergenza rifiuti. Musumeci pensa all’export. Ma quanto ci costa?

images_Cronaca_2014_Pistunina_rifiuti1Raccolta differenziata, termovalorizzatori, piattaforme logistiche, ampliamento della discarica palermitana di Bellolampo e infine “export dei rifiuti”. Su questi cinque punti si regge il paradigma del governo Musumeci per far uscire la Sicilia dall’ultraventennale emergenza rifiuti.

L’operazione export consiste nello spedire tonnellate e tonnellate d’immondizia al di là dei confini nazionali tramite delle chiatte. Per alleggerire la situazione delle discariche, ormai prossime al collasso, il neo governatore intende inviare circa 2,5 milioni di tonnellate di pattume nell’arco dei prossimi due anni. Le destinazioni più probabili saranno gli impianti di stoccaggio francesi e tedeschi.
Ma quanto graverebbe l’export sulle tasche dei siciliani, visto che l’intera operazione sarebbe finanziata con un aggravio sulla Tari?

I dettagli sono stati pubblicati dal Dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti: nei siti d’oltralpe il costo per lo smaltimento è di circa 200 euro a tonnellata, ai quali vanno aggiunti 40 euro per il trattamento di biostabilizzazione (indispensabile per imbarcarli). Esattamente il doppio del prezzo per lo smaltimento nelle discariche nostrane (circa 120 euro a tonnellata).

Una “soluzione” poco vantaggiosa. Per altro già tentata poco meno di due anni fa dai dirigenti della discarica di Lentini (dove convogliano buona parte dei rifiuti di Messina). Fu scelta la Bulgaria per spedire 10mila tonnellate al costo di 90 euro a tonnellata. Un esperimento subito bollato come fallimentare e repentinamente accantonato.
Sull’export dei rifiuti, anche il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti ha espresso la sua contrarietà (non un gran problema, visto che il titolare di Via Colombo tra poco più di un mese farà le valigie). La priorità di Roma per la Sicilia resta l’avvio della termovalorizzazione e un forte impulso alla differenziata. Mica facile in città come Messina che ha un tasso di raccolta del 13,36%, come si evince dal report stilato dall’ufficio speciale della Regione sulla raccolta differenziata.

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