Emergenza rifiuti. Ecco la situazione dei tre maggiori impianti della Sicilia

Cinque, al massimo sei mesi. Ad oggi, questa è la stima della “durata di vita” delle discariche siciliane fornita dalla Regione. Ma quali sono le condizioni dei tre maggiori impianti dell’Isola, dai quali dipendono (in parte) le sorti del “sistema rifiuti” di Messina?

discarica

Bellolampo

La discarica palermitana, gestita dalla Rap (Risorse Ambiente Palermo, azienda a capitale pubblico del Comune di Palermo), è quella a destare le maggiori preoccupazioni. Il raggiungimento della capienza massima è stimato in appena un mese, se non arriveranno tutte le autorizzazioni necessarie per costruire la settima vasca. Intanto si tenta di tamponare l’emergenza aumentando la capienza della sesta per la quale è arrivato il parere favorevole dell’ assessorato del Territorio. Per allungare il brodo, la quantità di rifiuti è stata ridotta di oltre 300 tonnellate al giorno: solo l’immondizia di Palermo ed Ustica è ammessa a Bellolampo. I rifiuti dei restanti 50 comuni della provincia, dopo il pretrattamento e la stabilizzazione, sono dirottati prima alla Sicula Trasporti di Lentini e dopo alla Oikos di Motta Sant’Anastasia. La parte umida invece, viaggia verso Castellana Sicula.

Valanghe d’Inverno

Sale la tensione tra gli abitanti di Misterbianco e Motta Sant’Anastasia. Al momento, l’Oikos sta accogliendo tutti i rifiuti provenienti dai comuni palermitani, dopo un primo trattamento a Bellolampo. Da quasi un anno infatti, i cittadini hanno ottenuto dall’ex presidente Crocetta il conferimento del solo secco al fine di eliminare l’insopportabile puzzo dell’umido e la formazione del percolato. Una soluzione malsopportata però dalle amministrazioni della Sicilia occidentale che, per motivi di risparmio economico, vorrebbero che il trattamento meccanico biologico (tmb) di bio-stabilizzazione dei propri rifiuti avvenisse direttamente nella discarica mottese.

Siculiana

Nella discarica agrigentina gestita dalla Catanzaro Costruzioni SpA, sono in fase di elaborazione i rilievi topografici per determinare la capienza residua, stimata – poco meno di un anno fa – in 2150 giorni. Oggi l’ impianto di smaltimento è autorizzato a trattare 500 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati. Ne accoglie però, “solo” 300, facendosi carico anche del 70% di quelli, già pretrattati, provenienti dalla Trapani Servizi SpA che al momento si trova sprovvista di una discarica nella quale abbancare.

E le altre? L’aprile scorso, i calcoli imposti dalla Regione ai gestori privati parlavano chiaro: alla discarica di Castellana Sicula restavano solo 560 giorni prima della saturazione, 450 alla Sogeir di Sciacca, 200 a Cava dei Modicani, 150 a Lentini e 100 a Trapani.

Il tempo per gestire la “situazione rifiuti” stringe, quindi, e una soluzione va trovata il prima possibile: aspettare non è più un’opzione.

 

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