Attacco d’arte completato. Ecco il murales di Diala Brisly in via XXIV maggio

L'artista siriana Diala Brisly di fronte al suo murale in via XXIV maggio - messina

«La sofferenza forma le radici, la felicità fa crescere i rami». Questo il messaggio scritto e disegnato, sul muro della scuola Mazzini che si affaccia in via XXIV maggio, dall’artista siriana Diala Brisly, nel corso della prima tappa del suo viaggio in Italia con il SabirFest.

«La profondità deriva dalla sofferenza, quindi non dobbiamo averne paura» ha spiegato Diala con entusiasmo, mostrando il proprio lavoro. Un albero dai mille colori che affonda le proprie radici nell’asfalto, mentre la chioma cresce folta puntando verso l’azzurro del cielo. «Ho scelto di rappresentare un ulivo, simbolo del Mediterraneo, robusto, testardo e contorto» ha poi continuato, rivelando l’amore che prova per la sua terra, per il suo mare, vasto e complesso nelle sue mille contraddizioni.

Diala Brisly e le ragazze del liceo Basile di fronte al murale in via XXIV maggio - MessinaMa la giovane artista siriana non ha lavorato da sola in questi giorni. Al suo fianco, lunedì mattina c’erano i ragazzi del liceo artistico Basile di Messina: «È stato molto interessante dipingere con i ragazzi, mi è bastato dare qualche suggerimento e hanno realizzato qualcosa di pazzesco. Sono stati davvero d’aiuto, hanno messo tantissima passione nel lavoro che stavamo facendo».

«Il SabirFest è un evento importante per la città – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Federico Alagna – e incarna i principi in cui noi come amministrazione crediamo fermamente: l’idea di un Mediterraneo come luogo del dialogo e dell’incontro tra i popoli che lo abitano».

Dalla Siria ai campi dei rifugiati in Libano, alla Turchia, Dalia ha viaggiato per il mondo ricoprendolo di colori. Il suo primo lavoro risale al 2014 e adesso, da Berlino, realizza murales su dei fogli da mandare in Libano, paese in cui non può più tornare. Partecipa così, anche se da lontano, a un progetto che ha lo scopo di creare nei campi libanesi delle tende-scuola, al cui interno verranno appesi i suoi lavori. I bambini sono infatti per lei fonte di ispirazione e pubblico di riferimento, uno dei motivi che la spingono a portare avanti il suo lavoro, a dipingere con colori vivaci e linee semplici, affinché il messaggio che vuole mandare sia chiaro e accessibile a tutti in maniera immediata.

Un pomeriggio, quello di oggi, trascorso in allegria, tra gocce di pioggia, sorrisi e tanti abbracci, con cui l’artista ha accolto tutti, studenti, curiosi e giornalisti. L’evento ha aperto le danze del SabirFest che da domani, giovedì 5 ottobre, prenderà il via con il suo ricco programma all’insegna del dialogo e dello scambio tra culture. Intanto, insieme a Diala Brisly, il festival ha regalato alla città un po’ più di colore e speranza.

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