Disservizi postali, scatta la protesta. Cisl: “Situazione inaccettabile”

IMG_1885“Una riorganizzazione disorganizzata”. Così il Sindacato dei lavoratori postali della Cisl di Messina ha definito la fase di sperimentazione della riorganizzazione del recapito della corrispondenza avviata il mese scorso a Messina, così come ad Acireale e Augusta. Questa mattina lavoratori e rappresentanti del sindacato hanno manifestato davanti la sede del Centro di Distribuzione di Pistunina per evidenziare i gravi disagi a cui vanno incontro quotidianamente cittadini e lavoratori. Carichi di lavoro eccessivi, zone troppo ampie da coprire, carenza di personale sia tra i portalettere che nello smistamento della corrispondenza, infrastrutture e mezzi inadeguati sono alcuni tra i punti che il SLP Cisl contesta all’azienda.

“Poste Italiane – ha sottolineato il segretario generale della Cisl Messina, Tonino Genovese – riorganizza per risparmiare ma il risultato è una condizione inaccettabile per la cittadinanza messinese e i lavoratori sono vittime e non responsabili. Chiediamo che questa riorganizzazione venga rivista per dare servizi di qualità ai cittadini”.

“Messina – ha aggiunto la segretaria provinciale del Slp Cisl, Gisella Schillaci – è una città particolare, ha una toponomastica non adeguata e una estensione lunga. Adeguare il piano al territorio è fondamentale altrimenti sarà sempre più difficile ricevere la posta. I lavoratori, inoltre, hanno un carico doppio rispetto a quello che dovrebbe essere e non riescono a smaltire la corrispondenza e l’esasperazione sta montando”.

“È la dimostrazione che la sperimentazione non è andata buon fine – ha aggiunto il segretario regionale del Slp Cisl, Giuseppe Lanzafame – si riscontrato tanti disservizi per cittadini e lavoratori. Continueremo con le nostre proteste e stiamo programmando una manifestazione al Centro di Smistamento di Catania per convincere l’azienda a modificare il modello di organizzazione del recapito e dare gli strumenti necessari ai lavoratori che hanno perso la serenità e devono fare i conti con tanto stress”.

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