«Colpo d’ascia» di De Luca ai dirigenti: come cambia Palazzo Zanca

«La pacchia è finita»: a parlare non è Matteo Salvini bensì il sindaco di Messina Cateno De Luca, la cui scure si abbatte sui dirigenti comunali riducendone il numero da 22 a 9, in linea con le necessità della nuova organizzazione predisposta per Palazzo Zanca.

«Ho dovuto pazientare un anno per completare le procedure di riorganizzazione del palazzo municipale con trattative sindacali e tavoli tecnici – ha commentato il Primo Cittadino sui social, alzando subito i toni – ma ora finalmente ci siamo: ridotti e licenziati i padroni del pastificio che si sono in gran parte rivelati una vera e propria zavorra dal costo di circa 130 mila euro annui cadauno; ridotti i dirigenti da 22 a 9 senza premio produttività regalato senza risultati».

Insomma, inizia a prendere forma la “rivoluzione della macchina amministrativa” annunciata già durante la scorsa campagna elettorale dall’allora candidato Cateno De Luca e anticipata nei giorni scorsi. Rivista l’organizzazione di Palazzo Zanca che, a partire dal prossimo 1 ottobre 2019, sarà composto da 8 dipartimenti quali unità di massima dimensione dell’Ente più un Dipartimento staff, la Giunta De Luca ha deciso di tagliare il numero dei dirigenti comunali, risparmiando – secondo quanto si legge nella delibera – 963.797,31 euro.

«Con riferimento alla nuova rimodulazione della dotazione e per motivi funzionali, organizzativi e finanziari – come si legge nella delibera, si propone, infine, di dichiarare l’«eccedenza di tre unità del personale di qualifica dirigenziale». Mentre «per le categorie di personale diverse da quelle dirigenziali non si rilevano situazioni eccedentarie o in soprannumero».

Nel commentare l’approvazione della decisione presa al tavolo dell’Amministrazione il sindaco Cateno De Luca non risparmia frecciatine alla categoria: «Non esiste più il posto fisso alla Checco Zelone – scrive. Chi vuole continuare a fare l’imboscato andrà a casa».

Non solo. In un video pubblicato in mattinata il Primo Cittadino ha specificato che dopo il «colpo d’ascia» dato ai dirigenti comunali sarà il turno degli altri dipendenti, molti dei quali, chiarisce, si trovano collocati in posizioni «sbagliate» dove, sostanzialmente, non rispondono alle esigenze del palazzo municipale. Di questi, dopo le opportune verifiche chi è idoneo farà servizio all’esterno. Stesso discorso vale per la Polizia Municipale.

Una volta fatto questo lavoro, sarà anche il turno dei lavoratori delle aziende partecipate comunali.

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