Che fine hanno fatto i bus elettrici? Cacciola punta il dito contro la Giunta De Luca

foto di due bus elettrici atm messinaÈ passato un anno dalla presentazione della nuova flotta di bus elettrici, cinque mesi dal loro arrivo a Messina, ma i mezzi attualmente sono fermi, inutilizzati e mai messi in servizio. A denunciarlo è l’assessore alla Mobilità della Giunta Accorinti, Gaetano Cacciola.

La nuova linea, finanziata con fondi europei (PON Metro) e presentata al Palacultura il 18 aprile 2018, doveva essere il trampolino di lancio per una mobilità più sostenibile. Lo stesso sindaco Cateno De Luca sembrava aver accolto con interesse l’arrivo dei nuovi mezzi, ma da qualche mese non se ne hanno più notizie: «Una diversa idea di trasporto pubblico – scrive Cacciola sulla sua pagina Facebook – non può giustificare tale scelta, che ha provocato e provoca un grave danno alla città, sia in termini ambientali che economici».

Danni economici perché, facendo un po’ di conti, l’ex assessore alla Mobilità ha calcolato quali siano le conseguenze della mancata messa in circolazione dei nuovi bus elettrici: «La spesa di gasolio per un bus tradizionale (diesel) – ha spiegato Cacciola – è di circa 0,5 euro/km mentre il con i bus elettrici si spendono 0,2 euro/km di energia elettrica, se impiegati in sostituzione di altrettanti bus a gasolio, i 13 bus elettrici comporterebbero un risparmio di 780 euro al giorno, cioè di ben 24 mila euro al mese».

Il che equivarrebbe, prosegue, a: «120.000 euro spesi inutilmente, 130.000 litri di gasolio bruciati inutilmente e 42 kg di PM (polveri sottili) e ben 208 tonnellate di CO2 emessi in atmosfera».

Insomma, conclude l’ex Assessore, quelli esposti sono «numeri, non parole» e, attualmente, la Giunta De Luca, lasciando fermi i bus elettrici, «elemento essenziale di una strategia di trasporto pubblico efficiente ed ecologico», starebbe, a suo dire, sprecando soldi già investiti, arrecando danno non solo alle casse pubbliche, ma anche all’ambiente.

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