Cateno De Luca suona la zampogna a Palazzo Zanca: presentata la scuola degli antichi mestieri

cateno de luca, sindaco di messina, suona la zampogna in conferenza stampaUn’entrata in scena singolare per il sindaco di Messina Cateno De Luca che, stamattina, ha inaugurato la conferenza stampa di presentazione della scuola degli antichi mestieri suonando una zampogna.

Che il Primo Cittadino avesse una particolare predilezione per le arti, le tradizioni e i mestieri popolari messinesi è stato evidente sin dalla campagna elettorale, ma oggi la città ne ha avuto un’ulteriore conferma. Il Comune, infatti, ha deciso di promuovere la costituzione di una “Scuola degli antichi mestieri e delle tradizioni popolari messinesi” per la quale è stato previsto un primo finanziamento di 80 mila euro, che serviranno ad avviare una strategia di divulgazione e sensibilizzazione.

L’iniziativa, mirata a promuovere, valorizzare e tramandare un’eredità che, altrimenti, rischierebbe di scomparire, è stata presentata questa mattina a Palazzo Zanca in presenza degli assessori con delega ai Finanziamenti Europei, Carlotta Previti, e agli Antichi Mestieri e Tradizioni popolari, Giuseppe Scattareggia, che hanno illustrato il progetto con dovizia di particolari.

cateno de luca, sindaco di messina, suona la zampogna in conferenza stampa«Il Comune di Messina – ha dichiarato il sindaco De Luca introducendo la conferenza – si prefigge di promuovere e attualizzare al meglio le tradizioni e gli antichi mestieri marinari, artigianali e rurali, al fine di tramandare quel patrimonio di conoscenze e culture che rappresentano le radici della nostra identità e possono costituire un volano di promozione e di aggregazione con sicuri sbocchi occupazionali».

La scuola degli antichi mestieri e delle tradizioni popolari messinesi

Ma come funzionerà questa scuola? Le idee sembrano essere già abbastanza chiare e a dare una spiegazione esaustiva di come sarà strutturato l’istituto è stato l’assessore Carlotta Previti: «L’organizzazione della scuola – ha spiegato – avrà una struttura leggera e orientata all’attività, e potrà di anno in anno sviluppare percorsi formativi diversi. In ogni caso la scuola non avrà autonomia istituzionale rispetto al Comune e le sue attività verranno sviluppate all’interno della cornice istituzionale dell’Ente locale».

Quindi, si tratterà di una scuola pubblica, per la quale è già stato predisposto un programma piuttosto articolato e variegato che mette insieme vecchio e nuovo, antichi mestieri e nuove tecnologie.

«In sede di avvio delle attività per l’anno 2018 – ha chiarito l’assessore Previti – la scuola promuove un progetto formativo articolato su percorsi di conoscenza del patrimonio culturale delle arti e delle tradizioni popolari e degli antichi mestieri messinesi, attraverso la ricerca, lo studio e la valorizzazione».

Sono previsti, ha aggiunto: «Percorsi di ricerca, studio e sperimentazione in living labs per l’introduzione di tecniche e tecnologie innovative che reinterpretino e innovino rispetto alla tradizione locale attraverso, ad esempio, fablab, stampa e modellazione 3D, strumenti multimediali; percorsi laboratoriali e didattici dedicati allo studio delle evidenze e delle testimonianze storiche, artistiche e culturali legate alle arti e alle tradizioni popolari e agli antichi mestieri, anche mediante visite guidate e momenti divulgativi presso musei, esposizioni permanenti, laboratori e officine».

Per quel che riguarda, invece, le aree tematiche coperte dalla scuola, saranno 14, ovvero:

  • tecniche agrarie (coltivazione del grano, dell’ulivo e della vite);
  • produzione agroalimentare (pasticceria, panificazione, produzione dell’olio e del vino, conserve e sott’oli);
  • tecniche di lavorazione del legno;
  • tecniche di lavorazione del cuoio;
  • tecniche di lavorazione del ferro;
  • tecniche di lavorazione della pietra;
  • strumenti, canti e tradizioni musicali;
  • antichi mestieri del mare;
  • opera dei pupi;
  • tradizioni religiose;
  • nuove forme di artigianato (modellazione 3D, artigianato digitale, laser cutting);
  • recupero di materiali antichi con tecniche moderne e innovazioni di design;
  • ricamo e cucito;
  • oreficeria.

Ognuno di questi ambiti avrà un proprio percorso formativo in cui verranno coinvolti attivamente esperti selezionati tramite avviso pubblico. Ampio spazio verrà riservato, infine, alle nuove forme di artigianato (modellazione 3D, creazioni digitali, laser cutting) e all’uso di tecnologie moderne per il recupero di materiali antichi, unendo così tradizione e innovazione.

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