Caso Ex Gil. MessinAccomuna attacca Cateno De Luca: «La colpa è tutta sua»

sindaco renato accorintiMessinAccomuna entra a gamba tesa nella questione Ex Gil e sul blitz di Cateno De Luca che ha portato oggi alla minaccia di suicidio del custode dell’impianto sportivo. Dopo essere stato stato “beccato” dal sindaco a guardare la tv durante l’orario di lavoro, per l’uomo è scattata la richiesta di licenziamento per «per le gravi responsabilità accertate e verbalizzate dalla Polizia giudiziaria del Corpo di Polizia Municipale». La struttura, infatti, versa in uno stato di totale abbandono e il responsabile, secondo il primo cittadino, sarebbe proprio il custode.

Ma MessinAccomuna non ci sta e punta il dito contro Cateno De Luca ed i suoi comportamenti definiti «inaccettabili». Di seguito la nota integrale indirizzata al sindaco di Messina.

«Nel “caso” del campo Salvo Santamaria (ex-gil) le affermazioni e i comportamenti del sindaco De Luca sono inaccettabili, fuorvianti e funzionali solo al raggiungimento dei suoi veri obbiettivi: regalare ai privati strutture e servizi pubblici.

Nel mese di Maggio 2018 l’impianto era perfettamente in ordine e pulito. Da Giugno 2018 la responsabilità della gestione è della nuova Amministrazione, quindi De Luca se la prenda con se stesso. Troppo facile scaricare tutto sul custode. Dovrebbe piuttosto spiegare cosa ha fatto lui in un anno per gli impianti sportivi e lo sport messinese.

A cominciare dalla valorizzazione di quegli impianti che la passata Amministrazione era riuscita, intercettando finanziamenti importanti, a ristrutturare e mettere a norma. Come mai ancora non sono stati affidati i 3 campi da tennis di Villa Dante, ricostruiti dopo 11 anni e pronti da un anno? Stessa situazione per l’Arena di Villa Dante, ristrutturata e messa a norma. A breve dovrebbero partire i lavori per il completamento del Palazzetto di Mili marina, che De Luca si è ritrovato pure finanziato con il Masterplan. Inoltre dovrebbero presto concretizzarsi i progetti (anche questi targati Accorinti-Pino), finanziati con il fondo “sport e periferie”: ristrutturazione e messa a norma del Palatracuzzi, della piscina Campagna e del campo di rugby di Sperone.

Se a un anno dal suo insediamento, dopo aver trovato una tavola pronta e imbandita, gli impianti sportivi appena rinnovati versano nella situazione di abbandono che lui denuncia e i lavori già finanziati non sono ancora stati avviati, la colpa è tutta sua e della sua totale disattenzione verso Messina.

Anche gli impianti sportivi evidenziano un dato politico: a De Luca non importa nulla di Messina e dei messinesi. Gli interessa solo perseguire i suoi scopi elettorali. Una continua campagna in cui non si fa scrupolo di usare contro la legge il suo ruolo istituzionale, di giocare con la fascia di sindaco metropolitano, di assentarsi per tre mesi da Palazzo Zanca per cercare voti alla sua delfina, di mancare continuamente di rispetto a cittadini e lavoratori, di cercare affannosamente il recupero di un consenso perduto tramite blitz da sceriffo con stucchevoli selfie conditi di vuote e inefficaci minacce su FB. E non si rende conto che le manchevolezze dei lavoratori si affrontano nelle maniere lecite e corrette: coi richiami, con gli istituti di disciplina, con sanzioni proporzionate alle violazioni; non con atti terroristici e gogne mediatiche che seminano disperazione nelle vittime, come accaduto anche questa notte nel caso in questione. Farsi forte coi deboli (De Luca lo fa fin dal “blitz” contro i pensionati di piazza XX Settembre), raggirare i lavoratori assumendoli a tempo determinato anziché pieno, ricattare il Consiglio portando i bilanci sempre in concomitanza di strumentali urgenze sulla pelle dei dipendenti vuol dire dimostrare tutta la propria debolezza e incapacità. Vuol dire strumentalizzare, senza alcun rispetto, le persone per coprire con numeri da baraccone il fallimento di tutti i suoi annunci».

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