Camera di commercio. “Itinerari turistici di Federico II di Svevia”: il territorio messinese alla fiera di Berlino

camera di commercioSarà presentato anche il territorio messinese, con le sue bellezze e le sue attrazioni turistiche, al salone Ibt 2013 (Borsa internazionale del turismo) in programma a Berlino da oggi sino al 10 marzo. L’iniziativa, della quale la Camera di commercio di Messina è partner, s’inquadra nell’ambito del progetto interregionale “Itinerari turistici di Federico II di Svevia”, promosso dall’Ente camerale di Potenza, in qualità di capofila, congiuntamente alla Camera di commercio italiana per la Germania. Obiettivo del progetto è quello di favorire, nel solco degli itinerari federiciani, le opportunità commerciali tra strutture turistiche dell’Italia meridionale e tour operator tedeschi specializzati in viaggi culturali. L’attuale crisi economica ha, infatti, lasciatao inalterata la spesa dei tedeschi per il turismo, anzi è aumentata del 2% rispetto al 2011. Come dimostrano le prenotazioni effettuate dai più importanti operatori turistici del Paese, la maggioranza dei tedeschi decide di trascorrere le proprie vacanze nei Paesi mediterranei. E, come rilevato anche dall’Osservatorio nazionale sul turismo italiano, a cura di Isnart, la Germania è il primo Paese di provenienza dei turisti stranieri in Italia.  Un progetto perfettamente in linea con la storia siciliana e messinese. Com’è noto, infatti, l’età di Federico II ha lasciato in Sicilia testimonianze straordinarie, in particolare nel campo delle architetture fortificate, quasi come emblema dell’azione incisiva dell’imperatore durante la sua permanenza nell’Isola. I segni dell’età federiciana si individuano soprattutto nella Sicilia orientale. Oltre al Castello Vecchio di Lentini e ai castelli Ursino di Catania e Maniace di Siracusa, sono di eccezionale importanza le fortificazioni di Milazzo, che all’imperatore deve il Palacium addossato alla cinta muraria, e Matagrifone a Messina. Quest’ultima costruita da Federico II nel sito in cui era sorta la fortezza eretta nel 1190 dall’esercito inglese di Riccardo Cuor di Leone che aveva occupato la città dello Stretto. La geografia dei siti fortificati appare come un grande palinsesto e si dipana, fin dal XII secolo, sotto la dinastia normanna degli Altavilla fino all’impulso di Federico II e quindi a Carlo d’Angiò e all’età aragonese.

Il reticolato delle fortificazioni demaniali sotto Federico II si fonda quindi sulle preesistenze normanne, ma si distingue per la novità e originalità delle soluzioni architettoniche. Nell’età di Federico II nessuna città poteva essere sine castro, cioè senza un presidio fortificato necessario per esercitare il controllo delle città e dei principali centri urbanizzati, per arginare le rivolte cittadine e le insidie musulmane. Nel territorio messinese, le fonti documentarie ricordano fra i castelli direttamente amministrati dall’imperatore, quelli di Scaletta e San Fratello. Altre grandi e suggestive fortificazioni costruite ex novo, restaurate o modificate sono attribuite all’età di Federico II sulla base di elementi stilistici e architettonici e rendono, fuori dai circuiti consueti, sorprendente ed emozionante il viaggio nel territorio della provincia messinese. È il caso del grande castello-palazzo di Montalbano Elicona che, rimandando alla grande tradizione dell’architettura sveva, posto a controllo dei valichi di collegamento fra la catene dei Nebrodi e di Peloritani e collocato in cima ad uno dei Borghi più Belli d’Italia, fu realizzato (come quello di Santa Lucia del Mela) nell’ambito del programma di intensificazione dei presidi difensivi siciliani voluto da Federico III il Grande (1296-1337). «Abbiamo aderito con entusiasmo a questo progetto – spiega il segretario generale della Camera di commercio, Vincenzo Musmeci –. L’idea è di aumentare la visibilità del territorio messinese presso gli utenti finali, di riuscire a creare opportunità commerciali tra strutture turistiche locali e tour operator specializzati e di garantire a settori adiacenti al turismo, come quello agroalimentare e dell’artigianato artistico, ricadute positive dal punto di vista commerciale, derivanti da una maggiore visibilità e conoscenza del territorio cui i prodotti tipici locali sono strettamente legati» .  Oltre alla partecipazione alla Fiera di Berlino, il progetto prevede una serie di iniziative: quattro seminari-Paese per le aziende dei tre settori coinvolti da svolgere ognuno nelle regioni interessate; formazione dei buyers tedeschi presso la Camera di commercio italiana per la Germania; tre incoming settori turismo, agroalimentare e artigianato artistico con relativo BtoB da realizzare nei territori interessati; grandi eventi di promozione degli itinerari con il coinvolgimento di artisti quali Rocco Papaleo e Katia Ricciarelli; raccolta e diffusione dei dati alle istituzioni partner ed alle imprese partecipanti.

Per la ricerca storica, l’Ente camerale di Messina si avvale della consulenza dello storico dell’arte Luigi Giacobbe.

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