Asili nido, Gioveni: «Devono diventare servizi obbligatori»

asilonido1Gli asili nido dovrebbero essere considerati servizi essenziali, obbligatori per legge, e non più servizi a domanda individuale: questa la proposta, motivata da riferimenti normativi, del consigliere comunale Libero Gioveni.

«A fronte di 526.000 euro di costi – spiega Gioveni – nel 2016 sono stati incassati dalle rette degli asili nido soltanto 44.000 euro. Cifra che certamente contribuisce al non rispetto della soglia percentuale del 36% sulla compartecipazione dei costi complessivi nei servizi a domanda individuale, arrivando a coprire, infatti, solo l’8,37%».

Per risolvere almeno parte del problema, secondo il consigliere, occorrerebbe considerare gli asili nido dei servizi essenziali” e quindi obbligatori, e non più a domanda individuale, in modo da garantire un risparmio nella gestione che possa giovare sia alle famiglie che al Comune di Messina. Una decisione di questo tipo, continua: «Aprirebbe di riflesso altri canali di finanziamento “extra comunali” per l’assistenza all’infanzia».

gioveni - infiltrazioni mafiose«I vincoli della compartecipazione del 36% dei costi nei servizi a domanda individuale, nella loro totalità, o il non rispetto di questa soglia percentuale stabilita dalla normativa vigente – prosegue l’esponente del gruppo Misto – hanno sempre rappresentato una “piaga” per le casse comunali, come ha evidenziato anche il Collegio dei Revisori dei Conti nel parere rilasciato sul Consuntivo 2016».

Forte dei riferimenti normativi che considerano gli asili nido tra i servizi pubblici essenziali, Gioveni propone la sua soluzione all’assessore al Bilancio Vincenzo Cuzzola. Nel farlo, inoltre, ricorda che già il suo predecessore, Luca Eller Vainicher, si era convinto della bontà e della fattibilità della proposta.

«Auspico – conclude il consigliere – che Cuzzola, dopo la speranza data in questa direzione da Eller, possa far arrivare la tanto attesa “fumata bianca” per la “trasformazione” degli asili nido in servizi “obbligatori per legge”, a beneficio sia dell’Ente che dell’utenza».

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