Appalti truccati. Il Gip di Messina: «Così si impedisce la sopravvivenza delle imprese oneste»

Foto frontale - Tribunale di Messina«Alterare gare d’appalto è minare la sopravvivenza delle imprese oneste. Inserire fondi milionari per la corruzione è sottrarre il medesimo denaro alle stesse opere e ai cittadini». È quanto scrive il Gip del Tribunale di Messina nell’ordinanza che ha portato oggi all’arresto di sei persone, tra cui il vicepresidente del Consorzio autostradale siciliano, Antonino Gazzarra, accusate di turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio e corruzione riguardo gli appalti per realizzare l’autostrada Siracusa – Gela.

«Fare tutto ciò in un’isola, la Sicilia, in cui notoriamente la realizzazione delle autostrade è sempre stato gravoso e dispendioso, in cui notoriamente in alcune tratte le condizioni di abbandono giungono al livello di rischio della incolumità pubblica, con frane, crollo di ponti e strade dissestate, è particolarmente grave – scrive il Gip. Sono soldi sottratti ai lavori, sono rischio di uso di materiali scarsi o depotenziati, di controlli superficiali, di limitazione nella realizzazione delle opere».

Un appalto da quasi 290 milioni di euro, cifre importanti. Un danno all’economia locale, ai siciliani e alla Sicilia. Reati per il quale il Gip ha disposto il sequestro per equivalente dei proventi illecitamente percepiti, per un importo di quasi 480 mila euro, frutto di «meccanismi che hanno un che di paradigmatico, di schema cognito ed usato, un percorso segnato, con aspetti di ineluttabilità, dalla scelta dell’opera alla aggiudicazione, alla gestione dei lavori e, se e quando finiti, al collaudo, con una serie di “attori” necessari, nelle istituzioni, negli enti pubblici, nella fascia della intermediazione illegale e nelle fasce imprenditoriali, vittime o complici secondo i casi».

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