Il cous cous più buono d’Italia lo fanno in Sicilia. Lo chef Antonio Bellanca vince il Campionato Italiano

Antonio Bellanca - bia couscousIl siciliano Antonio Bellanca è il vincitore del Campionato Italiano Bia CousCous, che si è svolto nell’ambito della 21esima edizione del Cous Cous Fest, a San Vito Lo Capo.

Lo chef – unico siciliano in gara, che gestisce il ristorante “Officina del Gusto” a Grotte – si è imposto sugli altri 5 concorrenti selezionati attraverso un contest nazionale e provenienti da tutta Italia: Marianna Calderaro da Monopoli (Ba), Alessandro Cretella  da Roma, Luca Giovanni Pappalardo da Bologna, Luigi Di Turi  da Milano e Stefano Rufo da Castelnuovo a Volturno (Isernia).

Gli chef sono stati valutati da una giuria di esperti guidata dal giornalista e scrittore Roberto Perrone e composta da Ferruccio Ruzzante di Zafferano Magazine, Paolo Pellegrini, che collabora con i giornali del gruppo Qn-La Nazione, Luciano Pollini, direttore generale di Bia CousCous e da Antonietta Mazzara, chef sanvitese. A votare i piatti anche una giuria popolare, composta dai visitatori della manifestazione.

La ricetta vincitrice, dal titolo “Quel che resta dell’estate” è un cous cous alla bisque di gamberi, con branzino scottato al coriandolo su vellutata di zucchine, pomodorino secco e coulis di olio d’oliva e pistacchio, che ha conquistato il presidente della giuria tecnica “per il suo gusto ‘barocco’ e la sua classicità“.

«È un grande orgoglio per me ricevere questo premio e poter rappresentare l’Italia al Campionato del mondo di cous cous – ha detto Antonio Bellanca. È stata una vittoria inaspettata».

Bellanca farà parte della squadra italiana in gara al Campionato del mondo di cous cous, insieme alla chef Marianna Calderaro da Monopoli (Ba), premiata per essersi distinta nella gara e alla chef sanvitese Antonietta Mazara, capitano del team. Il Campionato del mondo vedrà sfidarsi, da giovedì 27 settembre, chef provenienti da 10 paesi: Angola, Costa d’Avorio, Israele, Italia, Marocco, Senegal, Spagna, Stati Uniti e Tunisia.

 

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