Anche studentesse messinesi nella gara di tette e sederi tra Università italiane

Unime porcaDall’antico “Certamen Latinum Aetnaeum”,’gara’ di latino tra studenti dei licei, alla moderna competizione a chi ce le ha più grosse o ce l’ha più sodo. Stiamo parlando di tette e di sedere; non di declinazione ma di circonferenza.

C’è un hashtag a luci rosse che circola sul web. Un hashtag lanciato come sfida da alcune studentesse della Università Bocconi di Milano. Anche se in Italia è arrivata da poco,la gara esiste da quattro anni, indetta dall’Uni di Cambridge, vi partecipano maschi e femmine per contendersi il titolo di miglior posteriore del campus. I dieci finalisti, cinque uomini e cinque donne, sono stati scelti dalla redazione del giornale studentesco “The Tab”.

In Italia, invece,tutto è partito qualche mese fa da una bocconiana bendotata, che ha mostrato due sferiche mammelle. Sul candore di una porcellanea pelle, c’era scritto “I love Bocconi”. Immediata, la risposta dal Politecnico della stessa Milano, poi da quello di Torino, e via via da altre università.  E secondo voi, su temi di mediterranee curve, poteva mancare la Sicilia, con Catania e Messina?

Mostra labbra seducenti, carnose quanto un filetto di manzo, e tette a forma di cupola, la studentessa messinese che per prima ha aderito all’iniziativa hot. E’ marchiata UNIME, come fosse un vitello. Ma piace anche ai non macellai.

C’è scritto UNICT ( università di Catania) sul generoso dècolletè di una studentessa che completa i suoi studi alle pendici dell’Etna. Non ha nulla da invidiare in circonferenza toracica alla collega della KORE di Enna.

C’è solo una seriosa Palermo a distinguersi dalla massa di superdotate sicule: le studentesse invece di spogliarsi hanno apposto l’ hashtag #escilo, il libro e studia.

Unive fronteNiente seni, nè sederi dalla Ca’ Foscari di Venezia, dove le studentesse gareggiano mostrando soltanto la fronte. Insomma, loro ci mettono il cervello.

Ma ce n’è per tutti i gusti. Alla competizione, infatti, partecipano anche i ragazzi, per la par condicio. Ma, occhio, loro mostrano esclusivamente pettorali e ‘tartarughe’, a chi li ha. Chi non l’ha s’arrangia e gareggia ugualmente. Tanto, in tutto questo sfoggio c’è un motto di fondo, un motto antimoralisti: ’fatti una risata’.

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